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Frosini: «I dipendenti devono poter lavorare serenamente»
PISTOIA. «Siamo ben felici che dopo anni di battaglie solitarie, finalmente, il problema sia quotidianamente sulle prime pagine della cronaca». Anche Paolo Frosini, segretario provinciale della Uil-Fp...
PISTOIA. «Siamo ben felici che dopo anni di battaglie solitarie, finalmente, il problema sia quotidianamente sulle prime pagine della cronaca». Anche Paolo Frosini, segretario provinciale della Uil-Fpl prende posizione nel dibattito che si è aperto dalle pagine del Tirreno sulla psichiatria al San Jacopo. E lo fa con toni duri nei confronti della Asl3. «Abbiamo motivo di sospettare - afferma Frosini - che l'Azienda stia avvalendosi di soggetti terzi (associazioni, on. Guidi) per rispondere alle critiche sino ad ora avanzate, sfruttando un sistema comunicativo che dà sicuramente più credito alle politiche della direzione. Soggetti stimatissimi, che sono stati, però, male informati. Noi da tempo - sostiene Frosini - avevamo chiesto che venissero predisposti meccanismi di chiusura delle porte, e non perché dovessero stare sempre chiuse. Normalmente le porte devono stare aperte. Solo ora l'Azienda, davanti ad obblighi di legge (vedi art. 42 del Codice penale) sta tardivamente prendendo provvedimenti. Solo che i meccanismi di chiusura non ci sono e nei casi che sopra ricordavamo, gli utenti vanno dirottati e ricoverati in altri ospedali». Da tempo la Uil «chiede che il reparto ospedaliero Spdc venga dotato come tutti gli altri reparti di un medico di guardia, e che tutti i lavoratori lavorino assieme, in un ambiente sereno e proficuo, ma ciascuno nell'esercizio della propria professione. Non come adesso che l'infermiere fa le cose di un Oss o di un educatore. Stanti così le cose ci penserà poi l'Ufficio provinciale del lavoro a ripristinare una corretta organizzazione del lavoro. I dati e non le parole dimostrano - Frosini cita l’istituto Sant’Anna di Pisa - che la psichiatria di Pistoia, per risultati e qualità, è l'ultima in Toscana, e non certo per demerito degli operatori, che da tempo segnalano, inascoltati, le varie disfunzioni».
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