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«Migliore prevenzione con i maxi-consorzi di bonifica»
SAN MARCELLO. «Unire montagna e pianura per razionalizzare e migliorare la sicurezza idraulica». Fortunato Angelini, presidente di Urbat (Unione regionale per le bonifiche, l’irrigazione e l’ambiente...
SAN MARCELLO. «Unire montagna e pianura per razionalizzare e migliorare la sicurezza idraulica». Fortunato Angelini, presidente di Urbat (Unione regionale per le bonifiche, l’irrigazione e l’ambiente della Toscana), commenta la recente riforma del settore della bonifica che, avviata con legge Regionale 79/2012, ha dato il via ad un radicale processo di cambiamento affidando ai Consorzi tutte le competenze sui corsi d’acqua toscani.
Con la riforma, il territorio regionale, prima gestito da 13 Unioni dei Comuni e 13 Consorzi di bonifica, passerà a 6 nuovi maxi-consorzi. Così anche la competenza su Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello, passerà dall’attuale gestore (l’Unione dei Comuni media valle del Serchio) al consorzio Toscana Nord . Un passo che, come approfondito dal Tirreno nei giorni scorsi, ha suscitato diverse perplessità in Uncem Toscana, il cui presidente, Oreste Giurlani, ha rilevato diversi rischi per le zone montane: dalla marginalizzazione, alla perdita di rappresentatività, al possibile aumento (fino alla triplicazione) del tributo per la bonifica.
Ma, sottolinea l’Urbat, occorre guardare ai vantaggi. «L’obiettivo è ridurre il rischio idrogeologico, fare meglio prevenzione e uniformare l’intero sistema regionale – spiega Angelini – Il settore della bonifica e sicurezza idraulica soffriva di una frammentazione delle competenze che rendeva più difficile progettare e realizzare gli interventi. Mettere in sicurezza un corso d’acqua significa infatti agire dalla sorgente alla foce per evitare allagamenti, frane e cedimenti del terreno: gli eventi anche drammatici degli ultimi anni ce lo dimostrano. La riforma va appunto in questa direzione, uniformando le competenze, ma anche razionalizzando il numero degli enti».
Quanto al tributo, «sarà applicato in maniera omogenea su tutto il territorio regionale sulla base di nuovi piani di classifica, basati su un piano tipo approvato dalla Regione. Questo permetterà di riequilibrare la spesa e ottimizzare risorse e professionalità sui territori a favore delle aree montane, da cui nasce la sicurezza idraulica a valle».
Il 30 novembre si terranno le elezioni, per la prima volta organizzate in contemporanea e in modo omogeneo in tutta la Toscana, che chiameranno i cittadini consorziati a scegliere chi governerà i Consorzi (ma gli stessi potranno anche candidarsi). «I Consorzi salgono in montagna portandosi dietro la loro esperienza ultradecennale nella manutenzione e gestione delle acque – conclude Angelini – La fusione delle professionalità tecniche e operative della montagna e della pianura porterà un significativo beneficio all’intero sistema idraulico. La grande scommessa per i nuovi Consorzi è mettere in campo una grande opera di risanamento e prevenzione sull’intero territorio ma anche rafforzare nuove relazioni con tutte le comunità locali cui la legge ha ritenuto di estendere l’attività di bonifica». (e.v.)
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