Il presidio
Funghi solo da guardare ma non da cogliere
È la filosofia dell’”Agaricwatching”, che ha ispirato due itinerari micologici a Cutigliano e Abetone
CUTIGLIANO. Andar per funghi non solo a scopo mangereccio, ma per apprezzare una delle biodiversità più eccezionali al mondo. Proprio l’osservazione e la scoperta dell’affascinante mondo dei funghi, in tutte le loro forme, colori e varietà, all’interno dell’habitat naturale è lo scopo di “Funghi for life”, il progetto ideato dai fratelli Daniele e Massimo Antonini, micologi di spicco facenti capo all’associazione micologica e turistica Agaricwatching di Larciano.
L’iniziativa rappresenta la naturale evoluzione del progetto “L’itinerario dei funghi” nato nel 2008 su iniziativa dei due micologi e coordinato da Agaricwatching col contributo della Provincia. Un progetto nuovo, ma soprattutto innovativo per la nostra montagna, non tanto sotto l’aspetto della materia prima da valorizzare, i funghi, che già rappresentano una risorsa importante per la montagna, fonte di reddito per i raccoglitori, ingrediente di spicco per i ristoranti locali e richiamo per gli escursionisti, seppur spesso con conseguenze negative sul sottobosco.
L’innovazione sta piuttosto nell’ottica, spostata dall’ambito esclusivamente gastronomico - il prodotto del sottobosco da raccogliere per farne pietanza -all’idea del fungo come monumento della natura da guardare, senza cogliere o toccare, mentre si passeggia nel bosco. È la filosofia dell’Agaricwatching, una nuova disciplina culturale ed ecologica che, traendo ispirazione dalle moderne pratiche del Birdwatching o il Nordic-walking, propone un nuovo modello di turismo sostenibile legato ai funghi e per il quale le foreste del nostro Appennino costituiscono ottime palestre.
Essendo ad uno stadio iniziale, solo pochi cultori in materia conoscono per adesso l’esistenza dei percorsi micoturistici, due dei quali – Melo- Doganaccia (Cutigliano) e Fontana Vaccaia -orto botanico (Abetone) – sono già istituzionalizzati. Step successivo, e attualmente in corso, è perciò la predisposizione di materiale illustrativo per far conoscere gli itinerari e che, integrato con conferenze, mostre ed iniziative, possa sensibilizzare il pubblico sulla nuova concezione di “andar per funghi”.
«Il progetto – spiegano Daniele e Massimo Antonini – si rivolge non solo agli appassionati di micologia e ai naturalisti, ma a tutti coloro che, turisti o residenti, desiderano approfondire la conoscenza del territorio. Facendo Agaricwatching l’interesse non si limita più al solo porcino, o comunque alle specie commestibili, ma si amplia alle centinaia di varietà di funghi che si possono incontrare su ciascun itinerario, preziosi bioindicatori da scovare e fotografare nelle specie più rare o disposizioni particolari, come i mitici cerchi delle streghe. Ciò che il progetto Natura 2000 ha già fatto con le piante, sensibilizzando ad osservare anziché cogliere le specie, magari rare, per piantarle nel giardino di casa».
Una rete di percorsi ecoturistici, già ideati, sarà predisposta nelle aree con maggiore diversità micologica. Una decina si trovano nella provincia di Pistoia, due nella piana (La Magia e Valdinievole), il resto in montagna dove, oltre al Melo e ad Abetone, si toccano nuove zone come la foresta del Teso , l’Acquerino e la Macchia Antonini.
Elisa Valentini
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