Il presidio
Stroncato da un malore in strada Riccardo Seghi
CUTIGLIANO. Si è spento giovedì mattina all’età di 63 anni Riccardo Seghi. La giornata per lui era iniziata secondo la routine che seguiva sin dall’inizio dell’estate, quando era tornato ad abitare...
CUTIGLIANO. Si è spento giovedì mattina all’età di 63 anni Riccardo Seghi. La giornata per lui era iniziata secondo la routine che seguiva sin dall’inizio dell’estate, quando era tornato ad abitare nella sua casa, proprio dietro la chiesa di Pianosinatico. Erano circa le 11 del mattino e Riccardo si era incamminato a piedi fino al vicino bar, per scambiare due parole con gli amici ed il titolare Silvio.
Si era appena seduto per leggere il giornale quando all’improvviso un malore lo ha colto e si è accasciato a terra.
I presenti sono accorsi in suo aiuto, poi sono arrivati anche i soccorsi. I tentativi di rianimazione si sono prolungati per più di un’ora, ma non c’è stato niente da fare: il cuore di Riccardo, da tempo sofferente, aveva ceduto.
Riccardo lascia 2 fratelli, Enzo e Vittorio, due sorelle, Miranda e Flavia, ed i nipoti fra cui Milena nella cui casa di San Marcello Riccardo aveva trascorso il suo ultimo inverno, sempre circondato dal suo affetto e dalle sue cure.
Alla famiglia si stringe nel dolore tutta la comunità di Cutigliano dove Riccardo, vuoi per il suo lavoro e per la sua personalità, era molto conosciuto.
Nato a Cutigliano il 2 gennaio 1950, aveva trascorso la giovinezza prima a Sesto fiorentino poi a Piazza abitando diversi anni in casa coi genitori.
Tornò poi a Cutigliano dove, assieme alla cognata e alla nipote, aprì un negozio di alimentari proprio sulla piazza Catilina.
Sposò Giovanna, originaria dell’Alta Italia, che tuttavia venne a mancare ancora giovane. Gli ultimi anni della sua vita sono trascorsi0 nella casa di Pianosinatico, proprio dietro la chiesetta dove questa mattina alle 11 sarà officiata la messa per l’ultimo saluto.
Il corteo funebre proseguirà poi per il cimitero del paese. «Riccardo era già in pensione - lo ricorda il fratello Enzo pian gendo una persona che ha molto amato – veniva sempre a trovarmi nella mia casa al Cioppeto, si sedeva e trascorreva qui anche diverse ore. Amava il suo paese dove aveva molti amici. Proprio qualche giorno fa, lo vidi al solito bar del paese dove amava sedersi per conversare. Mi disse: quando succederà, voglio morire qui. E così è andata».
Alla famiglia vadano anche le condoglianze del nostro giornale.
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