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Fasci di luce ai bordi delle vie Ecco il piano anti-cinghiali
Ma il progetto che prevede segnali per gli automobilisti vede scettico il comandante Lo Iacono «I tempi di reazione possono essere lenti: allontaniamo gli animali, come fanno nel nord Europa»
MONTALE. Qualcuno lo direbbe maledetto quel tratto di strada tra Santomato e Montale. Eppure il Trincerone, il nome che i montalesi hanno dato alla parte di via IV Novembre in direzione di Pistoia, non avrebbe niente di diverso da tante altre strade. Se non fosse per l’eccessiva presenza di animali selvatici. Negli ultimi anni, numerosi sono stati gli incidenti su quella collinetta ai piedi della fattoria di Casalbosco. L’ultimo è di qualche giorno fa. Un ragazzo, di ritorno col suo motorino a tarda sera si è andato a scontrare contro una famiglia di ungulati che proprio in quel momento attraversava la strada. Per fortuna la sua prontezza di riflessi ha evitato che la vicenda potesse sfociare in tragedia. Resta, però, il problema.
Molte delle vittime sono proprio montalesi che, nel migliore dei casi, se la sono cavata senza danni, anche se con la macchina completamente sfasciata. Sono pochi metri, ma completamente immersi nel buio a causa dell'assenza di lampioni che, oltretutto, vedrebbero ridursi il fascio di luce dalla folta chioma degli alberi posti sui margini. Tanto la strada, quanto la gestione del patrimonio faunistico sono di competenza della Provincia. Spetta all’ente prendere tutte le misure necessarie affinchè venga scongiurato il rischio di nuovi incidenti. Per questo motivo è stato presentato recentemente in Regione un progetto elaborato dai ricercatori dell’Università di Pisa, basato su una cartellonistica stradale innovativa.
Attraverso una segnalazione luminosa, gli automobilisti saranno avvertiti della presenza di eventuali animali sui cigli delle strade. Al progetto hanno aderito anche i Comuni di Montale, Pistoia e Sambuca. Sui benefici di un simile impianto, il comandante della polizia municipale di Montale resta dubbioso. «In questo modo si prendono misure che riguardano le persone – spiega Lo Iacono – e non gli animali. Bisognerebbe considerare anche il tempo di reazione impiegato per frenare, che tende ad aumentare a causa della distrazione, della sonnolenza o della mancata sobrietà». La soluzione migliore secondo il comandante, sperimentata fra l’altro da un’azienda di Mantova, sarebbe quella di respingere gli animali con dei fasci di luce posti sui cigli delle strade, che si attiverebbero al passaggio dei veicoli. «Nelle nazioni del nord Europa – afferma Lo Iacono – incidenti di questo tipo accadono di rado, perché le amministrazioni hanno saputo preservare l’habitat naturale degli animali, anche al momento di costruire una nuova strada. Cervi e cinghiali sono molto abitudinari e di solito passano più o meno dalla stessa zona, eludendo anche la presenza di eventuali recinzioni».
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