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Apre e spera nei Mondiali l’ostello della Casa di Zela

Apre e spera nei Mondiali l’ostello della Casa di Zela

QUARRATA. Ultimati i lavori di adeguamento della struttura con tre nuovi bagni, di cui uno attrezzato per i disabili, la Casa di Zela aprirà ad inizio settembre. I mondiali di ciclismo, spiega Marco...

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QUARRATA. Ultimati i lavori di adeguamento della struttura con tre nuovi bagni, di cui uno attrezzato per i disabili, la Casa di Zela aprirà ad inizio settembre. I mondiali di ciclismo, spiega Marco Meoni, presidente dell’Anpil della Querciola, «possono essere una buona occasione per inaugurare l’attività dell’ostello».

La struttura chiuderà poi a fine settembre per riaprire all’inizio di marzo a causa delle difficoltà di gestione e dei costi nel periodo invernale. Gli ultimi interventi, ricorda Meoni, «che hanno permesso di dotare ogni camera di un bagno, rendendo l’immobile più attraente per i turisti, hanno comportato un investimento complessivo di circa 60mila euro, grazie al finanziamento della Fondazione cassa di risparmio di Pistoia e Pescia (20mila euro) ed al contributo regionale destinato all’accoglienza (40mila euro). Di fatto questi interventi, che rimarranno con la struttura al Comune al termine dell’attuale gestione, non sono costati nulla all’amministrazione pubblica».

Da anni la Casa di Zela è tema di scontro su posizioni diverse. Alessandro Cialdi, capogruppo Udc in consiglio comunale, sostiene che quanto speso anche in passato «sono soldi buttati via e regalati ad un gruppo di persone attraverso uno pseudo-bando». Per Cialdi nel corso degli anni «sono stati spesi quasi 2 milioni di euro e non è nemmeno facile capire quale sarà la destinazione dell’immobile. Non ne vedo un ritorno pubblico e negli anni passati ho sempre votato contro questo tipo di interventi. Per quanto mi riguarda - conclude Cialdi - doveva rimanere semplicemente una casa contadina, da conservare come luogo di memoria storica ed in cui investire al massimo 100–200mila euro».

Stefano Marini, ex sindaco di Quarrata ed attuale presidente del circolo Arci Olmi che gestisce l'immobile rivendica l’attuale progetto di utilizzo della Casa di Zela: «Per noi ha tutte le potenzialità per diventare una struttura ricettiva per un turismo particolare, che potremmo definire culturale. Siamo vicini a luoghi di interesse turistico e potremmo offrire una buona sistemazione a prezzi molto bassi». Inoltre, «stiamo lavorando per attivare degli scambi con città estere». Sicuramente, spiega Marini, «non era pensabile utilizzare un immobile che aveva una sola doccia a fronte di 22 posti letto. In quella fase è stato certamente fatto l’errore di non confrontarsi con chi avrebbe dovuto utilizzare la struttura. In ogni caso il valore attuale dell’immobile è certamente superiore rispetto a quanto ci ha speso il Comune negli anni, anche considerando che la casa è giunta come donazione».

Quando la struttura sarà avviata, conclude Marini, «ci piacerebbe attivare un progetto di inserimento sociale, facendo svolgere alcune attività all’interno della casa di Zela a persone con disagio mentale».

Tommaso Artioli

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