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Breda potrebbe restare tutta in mano dello Stato
Finmeccanica, per fare cassa, punterebbe a quotare in Borsa gli elicotteri della Agusta-Westland incassando subito un miliardo di euro
PISTOIA. AnsaldoBreda potrebbe non essere più venduta. O comunque potrebbe non rientrare nel primo piano di privatizzazioni di Finmeccanica.
La notizia rimbalza dalla borsa di Milano dove ieri il titolo della holding di Stato ha conquistato un più 6,15% dopo che in tre sedute aveva perso il 10 per cento.
Il rilancio del titolo è legato alla voce che a Roma, nella sede di Finmeccanica, si sarebbe approntato un piano B per fare cassa nel caso non fosse possibile cedere Ansaldo Sts (trasmissioni ferroviarie) ed AnsaldoBreda.
E’ noto a tutti, ad esempio, che AnsaldoBreda in tre anni ha perso un miliardo di euro (quasi la metà di quanto rende l’Imu prima casa!). Ed è noto che Finmeccanica cercava un partner che la rilanciasse.
Ma è anche noto che la cessione di Ansaldo Sts e di Ansaldo Breda provocherebbe al rivolta del Partito Democratico e della Fiom. Insomma si aprirebbe una partita difficile anche alla luce degli operai (solo a Pistoia sono 800 i dipendenti diretti) che verrebbero verosimilmente tagliati.
Così i vertici di Finmeccanica – guidati dal nuovo presidente, l’ex superpoliziotto Gianni De Gennaro – hanno pensato ad una alternativa per fare cassa. Una alternativa credibile.
Come quella di vendere Ansaldo Energia ai coreani della Dosan. I quali, da qui le voci sulla Borsa, starebbero già organizzando una raccolta di fondi tramite obbligazioni per comprare un gruppo.
Da segnalare, comunque, che la notizia su Ansaldo Energia sta creando non pochi problemi e reazioni a Genova dove l’azienda a sede e dove l’ultima risorsa industriale resta Ansaaldo e Fincantieri, ovvero l’industria di Stato.
Ma da Roma, quartiere Prati, rimbalza anche un’altra possibile soluzione alla crisi di liquidità.
O vendere il 40% di Dsr (società Usa) agli americani. Oppure – il boccone sarebbe ancora più ghiotto – quotare in borsa Agusta-Westland.
Come tutti sanno la società che costruisce elicotteri è un fiore all’occhiello dell’industria militare italiana nel mondo.
Certo ha preso qualche colpo, dalla mancata vendita degli elicotteri per la Casa Bianca fino allo scandalo per le presunte tangenti pagate in India per un’altra fornitura di elicotteri da combattimento.
Ma cedere Agusta-Westland significherebbe portare a casa un miliardo di euro, contanti disponib ili per rilanciare tutta la holding senza vendere ulteriormente asset più o meno importanti. E soprattutto senza scatenare le ire della Fiom e del Pd.
Anni fa l’ad Bono tentò di quotare in Borsa Fincantieri. Sia perchè l’azienda era al boom delle commesse per navi di crociera, sia perchè sercivano soldi per ristrutturare i siti produttivi. L’ostilità di parte della politica e della Cgil ha impedito la collocazione in Borsa a cui è seguito il precipitare del valore dei cantieri navali di Stato.
Insomma Finmeccanica si trova nella necessità assoluta di realizzare. Sia attraverso dismissioni, sia attraverso una forma diversa di vendita, ovvero entrando in Borsa.
Le ultime notizie da Roma sarebbero positive per l’assetto di AnsaldoBreda. Anche se restano tutti i dubbi sulla validità dell’impresa ferroviaria. Non a casa resta in piedi anche l’ipotesi della «bad company» a cui conferire debiti e le grane della casa madre.
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