Il presidio
Radiodiagnostica, già 5mila esami
Ad un mese dal trasferimento eseguiti 300 interventi chirurgici
PISTOIA. Non mancano segnalazioni di problemi organizzativi su queste prime settimane di vita del San Jacopo. Anche prevedibili, ma l’Asl 3 preferisce guardare al bicchiere mezzo pieno.
Per il nuovo ospedale infatti ieri era un mese esatto dall’attivazione: era, infatti il 21 luglio scorso quando fu completato anche il trasferimento delle degenze dal vecchio ospedale del Ceppo e rese operative tutte le aree specialistiche nella nuova struttura sanitaria.
«In pochi giorni - scrive l’Asl in una nota - il San Jacopo vanta già grandi numeri che rappresentano il frutto di un impegno straordinario e di un intenso lavoro da parte di tutti gli operatori».
Uno su tutti: «La radiodiagnostica, per esempio, con le nuove apparecchiature di ultimissima generazione sulle quali l'Azienda ha investito oltre 14 milioni di euro, avrebbe già svolto 5mila prestazioni di cui 1149 Tc, 3451 Rx Tradizionali, 418 esami ecografici e ben 89 procedure di interventistica (biopsie, Tc guidate)».
Piena attività anche per il blocco operatorio, dove in appena un mese sono stati eseguiti 300 interventi chirurgici di cui 140 urgenti, mentre presso l'emodinamica sono state effettuate 37 coronarografie e 28 angioplastiche in pazienti cardiopatici. Nel polo endoscopico sono invece state svolte 162 gastroscopie, 167 colonscopie e 23 interventi endoscopici sulle vie biliari.
Tanti anche i parti: nel nuovo punto nascita sono nati già 74 bambini.
«Continua ad essere alto - aggiunge l’Asl3 - anche il numero degli accessi al Pronto soccorso: mediamente sono 160 gli utenti giornalieri ma con tempi di attesa notevolmente inferiori rispetto alla vecchia struttura».
Al San Jacopo sono al momento ricoverati circa 280 pazienti. I posti letto complessivi del nuovo ospedale sono 400.
«Anche se l'ospedale non è ancora pienamente a regime, per esempio per quanto riguarda la piena efficienza tecnologica, è comunque già decollato e, secondo gli operatori, sembrerebbe viaggiare a quote piuttosto alte».
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