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«Quale ripresa? I Comuni ci strozzano con le tasse»
La visione a tinte fosche sul mobile di Gianni Overi, titolare di Formitalia «Tributi a noi e oneri di urbanizzazione alle stelle per chi vorrebbe investire»
QUARRATA. Sono di pochi giorni fa i dati dell’osservatorio di Fondazione Impresa riguardanti le piccole e medie imprese. Lo studio, relativo al secondo semestre del 2013, tratteggia una situazione di leggera ripresa con un aumento della produzione dello 0,2%, degli ordini dello 0,6%, del fatturato dello 0,4%. Resta da capire quanto possiamo essere ottimisti. Ogni tanto sbuca qualche statistica che incoraggia a livello nazionale una timida ripresa, ma gli operatori locali si dimostrano scettici di fronte a simili dati.
Quarrata, la città del mobile, ha subìto un duro colpo negli ultimi anni. Molte aziende hanno chiuso i battenti e tante altre sono state costrette a ridimensionare la loro attività pur di evitare il peggio. Alcuni imprenditori soffrono perché avvertono le istituzioni irreparabilmente lontane, se non anche causa di una mancata crescita. «Come può esserci una ripresa quando lo stato si ingegna in tutti modi per complicare la vita alle aziende? – commenta Gianni Overi, titolare di Formitalia – Siamo colpiti da una tassazione che supera il 70%, i Comuni ci asfissiano con l’Imu, la Tares e molti altri tributi che sono di ostacolo alla crescita. Sarebbe meglio che le istituzioni tornassero ad ignorarci piuttosto che dissanguarci in questo modo».
Un aumento di fatturato sembra in effetti ben poco credibile fino a che non diminuirà la pressione fiscale. Secondo Overi, i Comuni dovrebbero rivedere i loro sprechi ed essere più trasparenti nei bilanci per evitare di fare il passo più lungo della gamba accollandosi spese che non riusciranno a sostenere senza gravare sul territorio. «Con gli oneri di urbanizzazione in continuo aumento – afferma l’imprenditore – non sono neppure capaci di attrarre nuovi investimenti. Un’azienda preferisce impiantare la propria attività in un fabbricato abbandonato piuttosto che spendere la solita cifra in oneri da versare al Comune».
Anche per Marco Ballati, segretario di Fillea Pistoia, la situazione non è per niente rosea. «Negli ultimi mesi abbiamo registrato un costante aumento delle ore di cassa integrazione e del ricorso agli ammortizzatori sociali. La fase che stiamo vivendo sta impoverendo l’intera comunità, non soltanto dal punto di vista economico, ma anche sociale e culturale». Per il sindacalista della Cgil almeno resta un barlume di speranza nel confronto con i soggetti interessati dalla crisi. «Dobbiamo sederci a un tavolo, sindacati, imprese e istituzioni, per pensare a possibili strategie che ci permettano almeno di limitare i danni. Soltanto facendo squadra, riusciremo a recuperare quel patrimonio di esperienza e creatività che la crisi sta spazzando via».
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