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La passerella distrutta, colpo per il turismo
Si trova sul percorso fra Cutigliano e Lizzano del comune di San Marcello, che chiede aiuto a Firenze
CUTIGLIANO. Una passeggiata su un sentiero, antica via di comunicazione, che attraversa un bosco idilliaco.
Quando si inizia a scendere a valle, il gorgoglio dell’acqua dal vicino torrente invita a proseguire alla scoperta della meta finale.
Ma appena gli alberi si diradano, la brutta sorpresa: la passerella pedonale che conduce sull’altra sponda del fiumiciattolo è crollata.
Questa è la realtà attuale del percorso che collega i paesi di Cutigliano e Lizzano pistoiese (San Marcello), coi caratteristici murales, passando per il piccolo abitato di Pratale.
Una strada che, sin dalla riapertura avvenuta nel 2010 grazie all’impegno del comune e della proloco di Cutigliano e degli abitanti di Pratale e di Lizzano su proposta di Lealdo Magni, è meta prediletta dagli escursionisti non solo locali che vi si incamminano incuriositi dalle indicazioni poste sulla passeggiata di san Vito a Cutigliano.
Quest’estate, però, quella passerella crollata non è certo stata un buon biglietto da visita.
La struttura in ferro, sorretta da due blocchi di cemento, fu realizzata al posto del vecchio ponte per permettere l’attraversamento del torrente Volata.
Quando nel novembre 2012 le piogge violente fecero gonfiare in poche ore il fiumiciattolo, la forza tumultuosa dell’acqua corrose una delle due sponde, provocando il cedimento di un pilone e rendendo così inagibile la passerella. Si sperava in una risistemazione coi finanziamenti per calamità naturale e invece, a distanza di 9 mesi, la passerella è ancora transennata.
«Abbiamo avanzato una richiesta alla Regione Toscana e messo in atto la procedura necessaria per ottenere i fondi necessari al ripristino della passerella – spiega Sonnj Paccagnini, assessore ai lavori pubblici del comune competente di San Marcello – se non vi saranno sviluppi, dovremo sollecitare l’intervento che, in ogni caso, esula dalle possibilità del nostro Comune».
L’intervento, insomma, è troppo costoso per il Comune montano.
Fatto sta che, per adesso, il problema resta. L’immagine della passerella crollata è uno spettacolo brutto, il classico cazzotto in un occhio in un luogo così bello, proprio di fronte all’antico Molino di Podilago ora ristrutturato a residenza estiva per turisti.
Oltre, ovviamente, ai problemi di ordine pratico: chi percorre il sentiero in estate riesce comunque a guadare la Volata saltando sui sassi che ne punteggiano il letto, cosa tuttavia impossibile quando l’acqua scorre più abbondante.
E poi c’è sempre il rischio che qualcuno inciampi e si faccia male.
Diciamoci la verità, fossimo nel Sud Tirolo (dove l’ambiente ed il turismo sono una risorsa considerata fondamentale) la passerella sarebbe già stata riparata.
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