Il Tirreno

Pistoia

Sgominata la banda del “cash trapping”

Sgominata la banda del “cash trapping”

Bloccando l’erogazione dei contanti derubavano i clienti che cercavano di prelevare agli sportelli bancomat

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PISTOIA. Si chiama "cash trapping" il nuovo sistema usato per derubare i cittadini che prelevano contanti ai bancomat. In arrivo dal Nord Europa, in particolare Francia e Regno Unito, ha cominciato a mietere vittime anche in Italia. Il metodo è semplice e poco tecnologico: si basa su un sistema che “intrappola”, appunto, i soldi prima che escano dallo sportello automatico, per poi recuperarli facendo un prelievo subito dopo che l’ignaro cliente che no se li è visti erogare si è allontanato pensando ad un guasto del sistema.

Una banda specializzata in tale tecnica è stata sgominata dai carabinieri, che hanno denunciato in stato di libertà 5 persone (una di nazionalità italiana e quattro di nazionalità rumena) residenti a Pistoia e a Prato), tutte pregiudicate per reati specifici. Le accuse sono a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato di denaro contante e danneggiamento degli sportelli bancomat.

La tecnica, per essere messa in atto, richiede pochi secondi, in quanto è sufficiente una speciale "forcella" sapientemente collocata nella fessura di erogazione delle banconote degli sportelli Atm che ne impedisce l'uscita. La particolarità del "cash trapping" è che il display non segnala alcun guasto ma le banconote restano bloccate all'interno. A quel punto, il cliente, imputando il disguido a un guasto tecnico, solitamente si allontana, deciso a sporgere un eventuale reclamo per il disservizio in un secondo momento. Peccato che, una volta girato l'angolo, i ladri, appostanti nei dintorni, siano pronti a recuperare la forcella, estraendola con tutte le banconote trattenute. Questo può significare che i clienti rimangono inconsapevoli del problema e pensando erroneamente ad un effettivo guasto del bancomat non sporgono alcuna denuncia né tanto meno avvertono le forze dell'ordine. Neppure avvertono la banca, proprio perché la manomissione viene eseguita nei weekend, quando l'istituto di credito è chiuso.

Il fenomeno del “cash trapping” ha interessato anche il comune di Osimo e la provincia di Ancona. Ed è per questo che sono stati i Carabinieri della locale Stazione, a conclusione di articolate indagini di polizia giudiziaria, ha scoprire i 5 malviventi.

Le indagini hanno permesso di accertare che l'organizzazione criminale, con un modus operandi innovativo e del tutto personale, chiamato proprio "cash trapping" (sistema a forchetta), si sono resi responsabili di furto aggravato e danneggiamento in danno di ben 8 sportelli bancomat, tutti di pertinenza delle filiali della banca Monte dei Paschi di Siena, collocati nelle regioni di Marche, Abruzzo ed Emilia Romagna, e precisamente nei comuni di Osimo (nella frazione Stazione) presso la Banca Toscana, del gruppo Mps, Falconara Marittima, Ascoli Piceno, Sant'Egidio alla Vibrata (Te), Rimini (Rn) e Faenza (Ra), asportando complessivamente, nel mese di aprile 2013, circa 28mila euro in contanti.

La serie di furti ha avuto inizio proprio da Osimo Stazione nella notte tra il 12 e il 13 aprile, una frazione facilmente raggiungibile dallo svincolo autostradale di Ancona Sud-Osimo, per poi estendersi rapidamente, nelle stesse giornate e fino al 14 aprile, nelle altre località.

La banda era composta da 3 uomini e 2 donne: un 24enne nato in Romania ma residente in Pistoia, celibe, nullafacente, pluripregiudicato; un 41enne romeno residente a Prato, celibe, nullafacente, pluripregiudicato; una donna di 21 anni, romena, residente a Prato, nubile, nullafacente, pluripregiudicata; un 20enne nato in Romania, residente aPistoia, celibe, nullafacente, incensurato; una donna italiana di 45 anni, nata a Benevento e residente a Pistoia, sposata, nullafacente, pluripregiudicata.

Le indagini da parte dei Carabinieri di Osimo sono ancora in corso al fine di attribuire all'organizzazione la paternità di ulteriori furti commessi in altre zone del territorio nazionale. I militari cercano inoltre di individuare i componenti della banda titolari di carte bancomat, denominate Spieder, poi cedute agli esecutori materiali dei furti, dopo averne denunciato lo smarrimento.

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