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Caos sulla strada bianca alla Doganaccia
Turisti e residenti protestano per il passaggio delle macchine sul tratto che porta a Croce Arcana
CUTIGLIANO. Caos, strada Doganaccia- Croce Arcana, ovvero quando i segnali stradali servono a niente. Sono inutili. E' proprio il caso di dirlo perché il tratto di strada sterrata che collega la Doganaccia, 1547 metri sul livello del mare, al passo della Croce Arcana, 1669 metri sul livello del mare, è un'autostrada. La Doganaccia è dotata di un ampio parcheggio, ma anche il passo della Croce Arcana, sull'Appennino Tosco- Emiliano, pare anch'esso "dotato di un ampio parcheggio naturale". Così almeno pare, visto che è usato da molte auto di viandanti della montagna: i così detti amanti delle escursioni in montagna a bordo d'auto. Insomma gli scalatori muniti di quattro ruote. Eppure, stando al segnale stradale di divieto di accesso, posto vicino al parcheggio della Doganaccia, proprio all'inizio della strada che conduce alla Croce Arcana sembrerebbe interdetto il traffico a mezzi motorizzati. La foto mostra e documenta chiaramente la situazione. La foto invece scattata sul passo della Croce Arcana, mostra e documenta il risultato finale del transito dei veicoli. Una testimonianza dell'affluenza veicoli su questo tratto di strada l'abbiamo rilevata nei giorni di Ferragosto e la successiva domenica 18. Colonne di auto, motociclette che percorrono indisturbate il tratto di strada sollevando una polvere sottile che entra da ogni parte, nelle scarpe, nei vestiti, negli zaini, nelle narici di quei poveri viandanti che percorrono a piedi, come sarebbe logico, giusto e prescritto, lo stesso tragitto. Moltissime le lamentele di queste persone che zaino in spalla si "beccano" involontarie quote di polvere copiosamente sollevate dai mezzi motorizzati «Questo luogo è meraviglioso, ma in questo modo viene deturpato -dice Simone Vergari, appassionato della Montagna ed anche organizzatore di gite escursionistiche nei luoghi più caratteristici. La gente si lamenta da anni di questo stato di cose, ma il fenomeno del transito di auto, moto, motorini e altro continua imperterrito, senza sosta. Tutto questo è insopportabile, è ingiusto». Le persone che sono in compagnia di Vergari, mostrano di pensarla nello stesso modo. Chi dovrebbe allora controllare? Chi dovrebbe proteggere questi luoghi? O, più banalmente, chi dovrebbe far rispettare le disposizioni? Chi dovrebbe evitare il tormento a persone che desiderano fare un'escursione in pace, nel verde, nella natura con i propri figli? Sì, perché si tratta di un vero e proprio tormento percorrere a piedi questo tratto. Tormento che cessa solo quando l'appiedato viandante raggiunge lo "stradello" che lo porterà al lago Scaffaiolo. Ma dal lago dovrà pur far ritorno ed allora la giostra ricomincia. Quale risposta ai moltissimi che si chiedono: che fare? A chi rivolgersi? Chi può dare risposta a questo problema che dà un'immagine negativa alle bellissime montagne dell'Appennino?
Sauro Romagnani
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