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Piazza recintata per la festa, è polemica

Piazza recintata per la festa, è polemica

Per entrare è necessario pagare il biglietto. Gargini (Pdl): «Dopo il muro di Berlino ecco il muro di Casalguidi»

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CASALGUIDI. Dopo il muro di Berlino, il muro di Casale. Non si risparmia l’ironia Elia Gargini, coordinatore del Pdl serravallino. E come lui molti abitanti della frazione che da metà settimana si vedono la piazza principale, Vittorio Veneto, oscurata a metà da un’alta recinzione che protegge il palco e l’area dei tavolini della festa organizzata dal Comitato Fiera in collaborazione con il Comune.

Non mancano le critiche, e neanche le ironie, sulla scelta di chiudere la festa. Anche perché la piazza recintata non è la sola originalità di “Estate a Casa...lguidi”. Per accedere all’area oltre la recinzione - è necessario pagare il biglietto. «Credevo - ironizza Gargini - che in tutte le manifestazioni simili, si pagasse per avere il tavolo con le sedie davanti alla pista. In questo caso il pagamento del biglietto, invece - da 5 a 6 euro a seconda della serata - è obbligatorio anche solo per entrare in piazza».

Ma andiamo con ordine. L’idea non era malvagia. Consapevoli che tanta gente, complice la crisi, resta a casa, Comune e Comitato Fiera hanno organizzato una festa con le classiche serate a ballo liscio e il servizio pizzeria dal 14 al 18 agosto. Il tutto nel cuore del paese, per far ritrovare e divertire, un mese prima della Fiera di Casalguidi, i tanti residenti che hanno passato Ferragosto a casa.

Ma ecco comparire la recinzione. «Di metà piazza», puntualizza il sindaco Patrizio Eugenio Mungai. «Per quale motivo?», replica Elia Gargini.

«Tralasciamo - afferma Gargini- gli aspetti legali (per chiudere al pubblico una piazza occorrono particolari autorizzazioni della Siae) e focalizziamoci sull’opportunità della scelta. A quale scopo chiudere un’area pubblica - non con transenne, ma con un’alta recinzione a cui è stato applicato un tessuto oscurante - se l’obbiettivo è quello di animare un paese?».

«Il Comitato Fiera - ricorda Mungai - è una Onlus. Molto attiva. Ha pensato di animare il paese durante in Ferragosto, chiedendo la nostra collaborazione e quella del Centro commerciale naturale. La parte recintata è quella del palco e dei tavoli e riguarda solo metà piazza. La scelta di far pagare un biglietto è legata alle spese sostenute. Cercano di riprenderci qualcosa. Per quanto riguarda le autorizzazioni Siae il palco è di quelli bassi, per i quali basta l’autocertificazione. Ho comunque chiesto una verifica completa».

«La festa d’agosto - replica Gargini - ha già ristorante, bar e tavoli a pagamento che basterebbero a pareggiare i conti. Gli amanti del ballo pagano comunque il tavolo e le consumazioni. Non si capisce questa immensa costruzione, se non con la manifestazione di un possesso-proprietà del suolo pubblico».

Tiziana Gori

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