Il Tirreno

Pistoia

Dimezzate le attese al pronto soccorso

di Francesco Albonetti
Dimezzate le attese al pronto soccorso

Buon rodaggio del nuovo ospedale a meno di un mese dall’apertura, ma con ritardi e qualche aspetto critico da rivedere

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PISTOIA. Giusto segnalare punti critici e disservizi, che certo non mancano, ma è altrettanto sacrosanto sottolineare i tanti miglioramenti portati dal nuovo ospedale San Jacopo rispetto al vecchio Ceppo. La struttura è ancora in pieno rodaggio, ma a meno di un mese dall’apertura, la dirigenza al completo dell’Asl 3, in testa il direttore generale Paolo Abati, ha voluto fare un primo punto di questa prima fase. Cominciamo dal pronto soccorso.

Dimezzati i tempi di attesa. Il direttore Piero Paolini può andare fiero per l’inizio sprint del nuovo pronto soccorso. I tempi di attesa dall’accesso alla prestazione sono mediamente dimezzati rispetto allo stesso periodo del 2012, a quasi parità di ingressi. In ordine di gravità, per i codici rossi si è passati dai 5 ai 3 minuti, per i codici gialli dai 21 ai 14 minuti, per quelli verdi dai 44 ai 18. Sale l’attesa per il codice bianco, da 54 minuti a un’ora, ma questo dato può anche essere letto in modo positivo, in quanto una lieve perdita di tempo in più per i casi lievi è servita a migliorare la tempistica di quelli più gravi.

Infine, è invece migliorata l’attesa dei codici bianchi, da 1 ora e 20 a 48 minuti, grazie anche al nuovo supporto del personale infermieristico al triage, che si occupa dei punti di sutura, piccoli traumi eccetera. «Sono molto soddisfatti perché abbiamo migliorato tutti i parametri - dice Paolini – Basti pensare alla diagnostica, che adesso è alla porta accanto mentre nel vecchio Ceppo bisognava percorrere - col paziente in barella - anche 800 metri prendendo ascensori. Resta il punto critico della sala d’aspetto un po’ piccola, anche se è concepita in modo da essere occupata esclusivamente da accompagnatori e familiari, mentre tutti i degenti sono presi in carico nell’immediatezza o quasi rispetto al loro arrivo».

Su 3376 accessi i ricoveri sono stati 465. L’ospedale è nato per ospitare principalmente gli acuti e quindi le dimissioni (2630) devono prevalere sui ricoveri, pur fornendo la prestazione a chiunque si presenti. Importante il dato dell’Obi, che sarebbe l’osservazione breve intensiva dove vengono convogliati pazienti che non necessariamente sono destinati a finire la giornata all’ospedale. I trasferiti in altri ospedali in questo primo periodo sono stati solo 5 mentre salta all’occhio il numero elevato degli abbandoni (cioè chi lascia l’ospedale firmando sotto la sua responsabilità): 70 persone.

Attivate 6 sale operatorie su 12. Nonostante il blocco operatorio sia ancora a metà del regime normale, nelle sei sale operatorie attivate sono stati effettuati 250 interventi, di cui 125 urgenti e 55 parti:la media è di 14-15 interventi al giorno. «Siamo partiti dall’attività urgente, poi dal 22 luglio abbiamo iniziato anche con gli interventi programmati –dice il primario dell’area chirurgica, Sandro Giannessi – Non abbiamo invece ancora ripreso l’attività minore, ma contiamo di farlo entro metà settembre insieme all’apertura delle altre sei sale operatorie. Da giovedì scorso sono state aperte anche tre sale di chiurgia ambulatoriale al piano terra, con i primi interventi. Un’attività, questa, che non esisteva nel vecchio Ceppo. A regime, partirà anche il sistema integrato delle sale operatorie, che consentirà attraverso collegamenti video (4 monitor per sala operatorio) con la sala riunione, videoconsulti e videconferenze che consentono di assistere e valutare in diretta gli interventi chirurgici che si svolgono». Questo sistema ultra-teconologico, spiega Giannessi, si rivela di grande utilità soprattutto per la chirurgia mini-invasiva. Permangono nelle stanze problemi di segnale dei telefoni cellulari. Un problema che dipende dalle compagnie telefoniche.

Laboratori d’analisi: una rivoluzione. Un solo laboratorio di analisi al San Jacopo, contro la precedente pletora di laboratori disseminati fra i 3 ospedali più 35 strutture private. Il vantaggio è evidente e ne parla il responsabile Riccardo Lari: «Il laboratorio unico accentra tutte le attività di routine e di specialistica. Tuttavia, non sono stati tolte le analisi essenziali a Pescia e San Marcello. Con questa situazione il miglioramento delle performance è evidente: si evitano le duplicazioni strumentali, si risparmia, si accelerano i tempi. I risultati per le analisi urgenti adesso vengono garantiti in tempi compresi fra 40 minuti e un’ora. Per quelli di routine, si va dalle 2 alle 2 ore e 30 minuti. Il tutto in un’orario ristretto, limitato alla mattinata, in cui adesso riusciamo a far convergere nel laboratorio una valanga di dati.

Assunzioni. A proprosito del piano assunzioni, Abati tiene a precisare che «non è scolpito nelle tavole della legge, ma dipende dal turn over del personale e da come si evolve l’attività».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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