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Pistoia

Lutto a Sambuca per la morte del forestale Toccafondi

SAMBUCA. Si è spento all’età di 87 anni (li avrebbe compiuti il 24 settembre) nella sua casa di Monachino, nel comune di Sambuca, Giuliano Toccafondi, molto noto sulla montagna avendo lavorato per...

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SAMBUCA. Si è spento all’età di 87 anni (li avrebbe compiuti il 24 settembre) nella sua casa di Monachino, nel comune di Sambuca, Giuliano Toccafondi, molto noto sulla montagna avendo lavorato per lunghi anni come forestale. Il funerale si è già tenuto lunedì. Oltre al sindaco di Sambuca Marcello Melani, c'erano diverse guardie della ex Comunità Montana e della Forestale. Vedovo da anni, viveva con una badante. In inverno viveva nella sua casa di Porretta, in estate tornava a Monachino, località d'origine. Lascia quattro figli. La figlia Diana Toccafondi è responsabile della Soprintendenza archivistica della Toscana. Giuliano era un grosso personaggio conoscitore della sua vallata, collaborava con la rivista Nuèter, ha dato grossi contributi alle ricerche storiche sulla valle della Limentra. La comunità di Monachino lo ricorda così: «La comunità di Monachino sente la forte mancanza di Giuliano, nostro grande saggio che amava questo luogo di cui conosceva ogni albero ed ogni sasso. Ma era anche aperto ad ogni novità, pronto a dare accoglienza nella sua casa con la sua gentilezza e generosità». Un ricordo arriva anche da Luigi Alberto Pasquali: «Nel corso delle numerose trasmissioni televisive, dedicate almontagna pistoiese, che ho prodotto negli anni passati, ho avuto un mio sicuro punto di riferimento e preziosa fonte di dati e notizie in un uomo di particolare fascino, sia fisico sia intellettuale.Ho conosciuto Giuliano Toccafondi, che posso definire la “memoria storica della montagna pistoiese”, durante le riprese effettuate nel corso di un censimento dei cervi, tenutosi nella foresta di Acquerino, negli anni Novanta. Alla sera, nelle lunghe ore trascorse in attesa dell'orario adatto per ascoltare i bramiti dei maschi».

«Giuliano – prosegue Pasquali – mi fu presentato dall'ex dirigente della Riserva naturale biogenetica di Acquerino, Raffaello Gioffredi. Fin dal nostro primo incontro fui affascinato dal personaggio. Lo paragonai, come aspetto, ad Ernest Hemingway: modi signorili ma informali, ottimo conversatore, buon bevitore e fumatore, amante della buona tavola, giocatore con le carte, cacciatore e pescatore, escursionista. Ma quello che più intrigava in Giuliano era la sua preparazione culturale, che spaziava ad ampio raggio in tutte le discipline. Nacque da lì la nostra amicizia. Quando il mio lavoro me lo permetteva trascorrevo con lui, nella sua casa, lunghe serate accanto al caminetto o nello splendido giardino. Le nostre conversazioni erano interminabili tuffi nel passato alla ricerca di consonanze intellettuali, consonanze che ci rendevano simili ad un duo musicale impegnato in melodiose improvvisazioni virtuosistiche»..

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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