Italia
Il Comitato festeggiamenti sfrattato dalla parrocchia
Entro novembre l’associazione dovrà lasciare la storica sede di piazza Matteotti ora quegli spazi servono alla chiesa per le attività legate a catechesi e Caritas
MONTALE. I festeggiamenti per la vittoria del Fognano, uscito trionfante dall’ultimo torneo dei rioni, si protraggono ancora oggi per le strade del paese. C’è chi, però, tanta voglia di rallegrarsi non sa proprio dove cercarla. Non sono i rivali del rione, ma gli organizzatori dell’evento, gli uomini e le donne che compongono il Comitato festeggiamenti. Proprio durante la finale del torneo hanno distribuito ai tifosi dei volantini in cui annunciavano che fra pochi mesi saranno costretti ad abbandonare la storica sede in piazza Matteotti.
L’associazione si riuniva dal 1985 nei locali messi a disposizione dalla parrocchia, nel chiostro interno della chiesa di San Giovanni. Un comodato d’uso gratuito permetteva di usufruire degli spazi per organizzare cene e ideare nuovi eventi. Negli anni il Comitato festeggiamenti, forte dei suoi circa 70 membri, aveva giocato un ruolo di protagonista nelle maggiori manifestazioni del territorio, tra le quali la festa delle Quarantore e il torneo dei rioni. Dal 2011 aveva assunto una nuova veste, impegnandosi attivamente nell’organizzazione, insieme all’amministrazione comunale, della prima mostra dedicata al Caravaggio, che sarà riproposta con nuovi dipinti dall’8 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014.
«Ciò che più ci ha turbato – dichiara Marco Gai, uno dei dirigenti dell’associazione – è stato il modo con cui il proposto ci ha messo al corrente della sua decisione: una semplice raccomandata in cui si afferma che dal mese di novembre, preferibilmente ottobre, dovremo lasciare i locali. Ci è quasi sembrato di ricevere una vera e propria lettera di sfratto».
Dal canto suo don Paolo si difende sostenendo che quegli spazi saranno necessari per lo svolgimento delle attività parrocchiali, che negli ultimi anni sono aumentate sensibilmente con la nascita del doposcuola e del distaccamento della Caritas, che vanno ad affiancarsi ai gruppi tradizionali del catechismo e del coro. Per quanto riguarda il mezzo scelto per annunciare la sua decisione, il parroco si è detto tranquillo perché ha seguito la procedura prevista dalla normativa vigente.
Insomma, sembra che i tempi siano cambiati da quando il vecchio parroco don Sergio Domeniconi consentì all’associazione di utilizzare quegli spazi. A far storcere il naso anche il fatto che, nonostante il comodato gratuito, il comitato abbia dovuto compiere interventi strutturali a proprie spese. «La sala in cui svolgiamo i nostri incontri negli anni ’80 era uno stanzone, mentre la stanza che accoglie la cucina non era altro che una legnaia. Soprattutto quest’ultima ci ha costretto a pagare negli anni una quota che si aggira sui 25mila euro, affinchè il locale potesse essere costruito a norma di legge».
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