Il Tirreno

Pistoia

Strade più veloci in montagna I progetti restano nel cassetto

di Elisa Valentini
Strade più veloci in montagna I progetti restano nel cassetto

I sindaci Gaggini e Ceccarelli intervengono nella polemica sulla viabilità verso l’Abetone «Anas, Provincia e Regione si era impegnati su una variante disegnata sulla carta e mai realizzata»

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PITEGLIO. «Migliorare la viabilità montana? I progetti ci sono da anni, peccato che nessuno ci abbia ascoltato». I sindaci di Piteglio, Claudio Gaggini, e di Cutigliano, Carluccio Ceccarelli, intervengono nel dibattito sulla necessità di migliorare la viabilità montana. Di varianti veloci si parla ormai da decenni e a metà anni duemila la proposta si concretizzò in un progetto che, ci dicono i sindaci, avrebbe tutte le carte in regola per divenire realtà. Peccato però che ancora oggi si viaggi su quella che pressappoco corrisponde alla strada granducale, osservando con una punta di invidia le opere di miglioramento compiute sul versante emiliano dell’Appennino. «Già nel 2007, col rinnovo amministrativo a San Marcello – racconta il sindaco Claudio Gaggini – una delle coalizioni in corsa fece delle migliorie alla viabilità il suo cavallo di battaglia. Il gruppo non vinse le elezioni, ma il progetto piacque al neosindaco Carla Strufaldi». Il progetto porta la firma dell’ingegner Roberto Pinelli, allora studente all’università di Pisa e oggi progettista di fama mondiale che, seguito dai professori Massimo Losa e Luciano Caroti, partì da uno studio approfondito sulla viabilità esistente – di cui evidenziò l’elevata tortuosità, la presenza di curve a raggio piccolo e strettoie, l’attraversamento di centri urbani – per poi elaborare una proposta di varianti che permetterebbe di dimezzare i tempi di collegamento viario con le vicine città. «Dopo il rinnovo amministrativo ad Abetone, Piteglio e Cutigliano nel 2009 – prosegue Gaggini – coi sindaci Ceccarelli, Danti e Strufaldi ed il prof. Losa presentammo in due incontri pubblici in sala Baccarini a San Marcello e a Villa Basilewsky a Cutigliano il progetto che fece anche un passaggio in V commissione provinciale. L’assessore provinciale Mari, la Regione, il capo di compartimento dell’Anas, Stefano Liani apprezzarono il progetto. Il sindaco Ceccarelli, nel 2010, lo consegnò ufficialmente anche al Ministero delle infrastrutture, guidato da Altero Matteoli. L’Anas, pur dichiarando di non avere risorse economiche sufficienti alla completa realizzazione , si impegnò a realizzare almeno una prefattibilità. Il progetto però è ancora carta morta». «I modesti interventi effettuati dalla provincia sulla Sr 66 – riprende Ceccarelli – non abbattono i tempi di percorrenza se non di pochi minuti, vista anche la presenza di continui divieti di sorpasso e l’elevato traffico di mezzi pesanti. Non vedo alterative di miglioramento se non questo progetto che ha diversi pregi fra cui poter essere realizzato a stralci e senza inificiare la viabilità attuale e dunque generare disagi per lavori in corso. Una serie di tunnel consentirebbe di evitare punti critici come il passo dell’Oppio, attutendo i disagi generati da ghiaccio e neve ed i conseguenti problemi di sicurezza. I risparmi per manutenzioni ordinarie (sfalcio dell’erba, spalatura) e straordinarie sarebbe notevole. Sarebbe un risveglio della montagna, non solo in funzione turistica (la viabilità panoramica rimarrebbe) ma anche sociale in vista di servizi sempre più accentrati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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