Meteo
Giovanni Battista Bassi l’addio nella sua Vicofaro
Nella chiesa che aveva progettato i funerali dell’architetto, morto domenica Il presidente dell’Ordine Cellai: «Uno dei più grandi del ’900»
PISTOIA. L’addio nella “sua” chiesa di Vicofaro, che nel 1966 era stato incaricato di riprogettare insieme al fratello gemello Giampiero, scomparso in età ancor giovane.
Giovanni Battista Bassi si è spento domenica mattina alle 10 nella sua casa di via Porta San Marco, circondato dall’affetto della moglie Olga e delle tre figlie: Maria Luisa (moglie di Paolo Carrara e madre dell’ex allenatore del Valentina’s Bottegone Giovanni Bassi), Caterina ed Elena, che è diventata a sua volta architetto e ha a lungo collaborato col padre.
Con la morte di Giovanni Battista Bassi Pistoia perde una delle figure più importanti dell’architettura italiana del ’900. Ne sono profondamente convinti i colleghi, che per mezzo del presidente dell’Ordine Gianfranco Cellai invitano i giovani architetti a non dimenticare i suoi insegnamenti: «Ha saputo - dice Cella - far apprezzare come pochi un mestiere così difficile e così socialmente rilevante come quello dell’architetto, tanto che non possiamo dimenticare il suo consiglio per i colleghi che si avvicinano alla professione: “ Non dò formule astratte, tipo movimenti teorici, ma dico loro lavorate con il cuore in mano, con l’affezione”». E sempre ai giovani colleghi consigliava di “recuperare quella capacità di progettare che l’architettura e l’urbanistica contemporanee sembrano aver dimenticato”.
Allievo prediletto del grande Giovanni Michelucci, Bassi ha segnato con il suo lavoro larga parte dell’urbanistica pistoiese a partire dal dopoguerra. Sia nel settore pubblico che in quello privato. Suoi la Casa Balli (in viale Matteotti) il condominio detto La Nave (in San Biagio), la sede della Cassa di risparmio di Chiesina Uzzanese (tra le 120 maggiori opere di architettura citate da Bruno Zevi). Senza dimenticare le chiese (Vicofaro, San Felice), lo stabilimento Claid e la Maison Carrée.
A Pistoia, il maestro aveva fondato l’istituto d’arte Petrocchi, che guidò dalla sua nascita, nel 1952, fino al 1977. A Firenze fu nominato coordinatore dell’istituto Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche), diretto dal 1977 al 1981.
Ieri il saluto delle autorità (in ferie il sindaco, era presente il vicesindaco Daniela Belliti), dei colleghi, degli ex allievi e dei parenti. Una folla composta e commossa che ha sfidato afa e caldo per rendere omaggio a Giovanni Battista Bassi.
A celebrare l’omelia funebre don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro. L’architetto riposa da ieri nel cimitero della Misericordia.
Tiziana Gori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
