Italia
Comune vieta nuova sala slot
Quarrata lancia la campagna contro le macchinette mangiasoldi: stop sul viale Montalbano
QUARRATA. Slot machine, video poker e giochi vari per tentare la fortuna con pochi spiccioli, o almeno così pare alla prima puntata.
Sembra essere questo uno dei pochi business che reggono alla crisi, visto che queste macchinette che echeggiano i suoni e i colori di piccole Las Vegas spuntano come funghi nei bar e nelle ricevitorie trasformandoli in veri e propri “casinò” rionali. Ma c’è chi dice no, Vasco docet, ad un business che spesso si trasforma in dipendenza per chi non riesce a starci lontano, spendendoci magari i risparmi di una vita pur di vincere qualcosa. E’ il caso del Comune di Quarrata che si è opposto all’istallazione di una nuova sala giochi “dedicata” (ovvero per soli maggiorenni) sul viale Montalbano, rimandando al mittente tramite l’unanimità del voto contrario della giunta comunale, la richiesta di variazione d’uso di un'unità da commerciale ad adibita a servizi (intesi come intrattenimento e spettacolo). Il comune in verità non ha fatto altro che negare la deroga al regolamento edilizio del territorio che prevede l’impossibilità di mettere sale giochi, per di più con giochi vietati dalla legge ai minori, in zone ad alta densità abitativa, impedendo così di farne un biglietto da visita della città visto che si sarebbe trovata sull’asse principale di accesso al capoluogo mobiliero. “E’ stata una scelta politica- spiega l’assessore Riccardo Musumeci- non abbiamo derogato il cambio di destinazione d’uso, perché l’unità richiesta si trova sulla via principale di Quarrata ed il regolamento edilizio già vieta l'istallazione di sale giochi in questa zona. In più si sarebbe venuta a trovare nelle vicinanze di una scuola superiore secondaria, l’Istituto d’Arte “Petrocchi” e per questo non l’abbiamo ritenuta opportuna”. A chi non ha fatto mancare critiche alla scelta di bloccare quello che è anche un investimento economico e che, forse, avrebbe dato qualche posto di lavoro, il Comune non ha paura di spiegare le proprie ragioni. Citando, magari, i dati dei servizi sociali comunali. Succede sempre più spesso infatti che il gioco non aiuti ma aggravi i problemi di indebitamento di persone già in situazione di disagio sociale. “Riteniamo utile per la città e i cittadini- continua Musumeci- non incentivare il gioco, pur se si tratta di gioco legale. Non è nostra volontà impedire gli investimenti di questo tipo ma, come Comune, se c'è la possibilità di limitarli crediamo giusto farlo. Non riteniamo opportuna l’apertura di una sala giochi in quella zona anche perché, spesso, persone che finiscono i propri soldi nelle slot machine poi ce le ritroviamo a bussare alle porte dei servizi sociali per chiedere aiuti economici”.
La scelta del comune è ripresa nel territorio quarratino dal più grosso circolo Arci della zona, quello del Parco Verde di Olmi sede in tutta l’estate di occasioni di festa e riflessione per la cittadinanza, dove non è presente nessun tipo di slot machine o video poker.
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