Il Tirreno

Pistoia

L’architettura perde il maestro Bassi

di Tiziana Gori
L’architettura perde il maestro Bassi

Allievo di Michelucci, a lui si deve la nascita dell’istituto d’arte e di opere quali Casa Balli e La Nave. Aveva 87 anni

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PISTOIA. «Ha attraversato la storia del dopoguerra pistoiese alimentandola di idee e iniziative. È stato lui a volere la nascita del liceo artistico a Pistoia. È indubbiamente una perdita per la città e per chi l’ha conosciuto». Nel ricordo di Alessandro Suppressa, suo allievo e amico, l’addio all’architetto Giovanni Battista Bassi, deceduto ieri mattina alle 10 nella sua casa di via Porta San Marco dopo una lunga malattia.

Bassi era nato il primo luglio 1926. Aveva dunque da poco compiuto 87 anni. Lascia la moglie Olga e le tre figlie: Maria Luisa, Caterina ed Elena, che ha seguito le orme paterne. I funerali si svolgeranno oggi alle 15,30 nella chiesa di Vicofaro e saranno officiati da don Massimo Biancalani. Il corteo funebre muoverà alle 15 dalle cappelle della Misericordia in via del Can Bianco. Dopo la cerimonia funebre la salma sarà tumulata nel cimitero della Misericordia.

Nel corso della sua lunga carriera aveva lavorato sia per il settore privato che per quello pubblico. Sue opere quali la Casa Balli, la nuova chiesa di Vicofaro (da lui progettata insieme al fratello gemello Giampiero) e quella di San Felice, il monumento ad Aldo Moro in piazza San Francesco, lo stabilimento Claid e la Maison Carrée. Ha insegnato all’Isia (Istituto superiore per il design) di Firenze, ed è stato tra i fondatori di Poltronova. Suoi i prestigiosi interni della Casa Bitata e del Salone Michelucci nella Caripit di via Roma.

Lo ricorda così Gianfranco Cellai, presidente dell’Ordine degli architetti di Pistoia: «Nel gennaio 2010, l'Ordine celebrò l'opera di Giovanni Bassi, unanimemente riconosciuto tra i maggiori architetti del '900. L’intervista dei colleghi Cotini e Suppressa rimane a testimonianza non solo dell'artista ma anche della sua profonda umanità, intessuta di rapporti e reciproche influenze con personaggi di rilievo tra i quali Michelucci, Zevi e Koenig , nonchè profondo ammiratore dell'opera di Wright.

Per lui fare architettura era “…sospensione, sogno e cuore, affezione alle cose del mondo che ci circonda e alla gente. Il cuore è la base fondamentale del fare architettura”.

Tutto ciò - afferma Cellai - traspare dalle sue opere presenti nella nostra città, e da lui stesso citate in ordine di importanza: la Casa Balli, in viale Matteotti, il condominio detto La Nave, a S.Biagio, la sede della Cassa di risparmio di Chiesina Uzzanese (tra le 120 maggiori opere d'architettura citate da Zevi). Senza dimenticare le chiese, importanti per lui come per l'amico Michelucci, tra le quali quella di Vicofaro che ospiterà la cerimonia funebre, e da Giovanni molto amata perché “….ha avuto un gran successo con la gente ed è sempre piena la domenica”.

Caro Giovanni - è l’addio di Cellai - sono sicuro che anche domani (oggi) Vicofaro sarà piena di gente venuta a salutare un amico ed un uomo che è stato un grande artista, che ha saputo far apprezzare come pochi un mestiere così difficile e così socialmente rilevante come quello dell'architetto, tanto che non possiamo dimenticare il tuo consiglio per i giovani colleghi: “Non dò formule astratte, tipo movimenti teorici, ma dico loro lavorate con il cuore in mano, con l'affezione”».

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