Il Tirreno

Pistoia

Guerra aperta sul futuro di Publiservizi

di Francesco Albonetti
Guerra aperta sul futuro di Publiservizi

Approvato il bilancio 2012, ma Pistoia e gli altri comuni della provincia si astengono in polemica con l’Empolese-Valdelsa

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PISTOIA. «Publiservizi ha ormai esaurito la sua funzione». Con questa premessa e con la volontà di riportare le partecipazioni sotto il controllo dell’ente, il Comune di Pistoia non ha approvato, come gli altri comuni dell’area pistoiese coinvolti nella holding, il conto consuntivo del 2012 e il rinnovo degli organi societari.

Un bilancio in forte attivo. Niente di personale nei confronti dell’amministratore delegato, il commercialista pistoiese Andrea Bonechi, che dal 2007 in avanti ha consentito di far crescere il patrimonio del 122%, portandolo da 22 a 64 milioni e chiudere l’anno con un utile di esercizio di 1,3 milioni. Il tutto, a suon di sforbiciate di rami secchi e un’oculata gestione dei debiti e dei rischi. Insomma, Publiservizi, la più grande “cassaforte” pubblica delle società di servizi partecipate in Toscana, sembra tutt’altro che un carrozzone.

I Comuni del Pistoiese non votano il bilancio. Ma non basta, l’amministrazione Bertinelli ha scelto un’altra strada e non mancano le polemiche con i Comuni dell’Empolese, colpevoli di aver voluto approvare subito il bilancio, anziché rinviare per ridiscutere indirizzi e funzioni della holding come richiesto da Pistoia. Il Comune di Pistoia e il Circondario Empolese Valdelsa avevano avviato un confronto per la stesura di un documento d’indirizzo da far valere come mandato al nuovo consiglio d’amministrazione. Il primo punto del documento avrebbe dovuto essere la presa d’atto dell’esaurimento della funzione di Publiservizi come holding pubblica dei comuni dell’area pistoiese ed empolese. «Non è però stato possibile arrivare in maniera condivisa all’assemblea – dice il vicesindaco, Daniela Belliti – Il Comune di Pistoia, insieme a tutti i comuni della provincia di Pistoia soci di Publiservizi, avevano chiesto il rinvio dell’assemblea per poter svolgere ulteriori e opportuni approfondimenti attorno alla situazione finanziaria di Publiservizi e ai suoi rapporti con le sue società controllate e partecipate». Oltre a Pistoia, si sono astenuti i comuni di Quarrata, Serravalle, Marliana, San Marcello, Monsummano, Larciano, Lamporecchio, Ponte Buggianese. Belliti, delegata dal sindaco a rappresentarlo in assemblea. Ecco in sintesi i principali motivi dell’astensione esposti dal vicesindaco Belliti.

La situazione di Publicogen. La società, controllata al 100% da Publiservizi ed attualmente in liquidazione, era nata per gestire l’impianto di cogenerazione, attualmente chiuso, di Empoli e quello a biomasse di Fucecchio. Nella loro relazione, i sindaci revisori esprimono una preoccupazione, in difformità sensibile con la relazione del CdA di Publiservizi, in particolare proprio sul punto relativo alla chiusura di Publicogen. Il vicesindaco Belliti ha anche chiesto di avere il piano economico-finanziario del progetto Publicogen, per poter valutare fino in fondo la sua effettiva sostenibilità, essendosi Publiservizi accollata il mutuo di 1.750.000 euro con la Cassa di San Miniato con un accantonamento di rischio a bilancio di quasi 3 milioni di euro.

Crediti di Publiservizi rispetto ai comuni dell’ex Ato2. Publiservizi ha accumulato negli anni un credito di oltre 3 milioni di euro derivante dalla mancata (o non completa) corresponsione dei canoni Ato da parte di molti comuni dell’ex Ato2 (area empolese e Valdinievole). Publiservizi ha adesso avviato nei confronti dei comuni debitori un’azione legale per il rientro di queste somme.

La situazione finanziaria di Publiambiente. Il passaggio alla Tares, la preparazione alla gara per la gestione dei rifiuti nell’area Firenze-Prato-Pistoia, stanno mettendo sotto stress l’azienda, nel mentre Pistoia ha chiesto a Publiambiente un grosso investimento per l’estensione della raccolta differenziata, con il porta a porta su tutto il territorio comunale. Il vicesindaco di Pistoia ha chiesto rassicurazioni su questo punto, ricordando che il Comune di Pistoia, unico tra i Comuni soci, ha pagato tutti i mesi il servizio di raccolta e smaltimento, nonostante i rinvii sull’applicazione della Tares.

Patti parasociali. Secondo l’amministrazione pistoiese sarebbe stato meglio non procedere allo svolgimento dell’assemblea, anche perché non è stata trovata fin qui una intesa sui nuovi assetti complessivi del sistema Publiservizi, che riconosca la piena dignità di ciascuna area territoriale.

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