Il Tirreno

Pistoia

Ora gli imprenditori sono più fiduciosi

Ora gli imprenditori sono più fiduciosi

I primi sei mesi 2013 mostrano un rallentamento della crisi, ma tessile, mobili e piante sono ancora sotto nell’export

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PISTOIA. Una rondine non fa primavera, ma è pur sempre una rondine. Si potrebbero così sintetizzare le indicazioni che arrivano dall’analisi sulla congiuntura economica relativa ai primi sei mesi dell’anno ed elaborata, come di consueto, dal centro studi di Confindustria Pistoia. La rondine è il timido segnale di inversione di tendenza rispetto al crollo costante e continuo degli ultimi due o tre anni. Siamo alla stabilità o quasi, qualche segno “più” nelle tabelle grafiche inizia a intravedersi, ma i segni “meno” sono ancora in maggioranza. La cosa più importante - secondo Carlo Stilli e Renzo Vettori, rispettivamente direttori di Confindustria e del Centro studi - è questi segni meno mostrano cali più umani, meno devastanti, rispetto anche all’ultimo semestre, il secondo del 2012. La progressione dei dati è tale da fare intravedere una possibile risalita durante la prima parte dell’anno. Migliora il clima di fiducia delle imprese, così come avviene a livello italiano.

La produzione industriale. La produzione nel 2013 è scesa del 5% rispetto al primo semestre del 2012. Il tasso è identico a quello nazionale. Si assiste però ad un netto miglioramento nei mesi di giugno e luglio, cosa che distingue addirittura in positivo l’industria pistoiese da quella italiana. Il recupero rispetto al punto di minimo (ultima parte del 2012) è dell’1,6%. Il miglioramento è spalmato fra i settori. Si conferma una differenza significa fra imprese con meno di dieci dipendenti e le altre. A fronte del calo di produzione del 5%, le aziende piccole segnano ancora un - 7,9% (contro il - 14% della seconda parte del 2012), mentre per quelle più grandi il calo è del 2,4% (contro il 5,7% del semestre precedente.

La produzione per settori: il crollo si è arrestato. Il dato più confortante arriva dalla chimica e dalla plastica: + 2,7%. Positivo anche la carta e cartotecnica (+ 0,2% ) mentre per tutti gli altri comparti permane il segno negativo. Il mobile registra un - 8,6%, ma si veniva da un - 13% del semestre precedente. La moda è al - 8,6%, ma anche in questo caso il dato precedente segnava un catastrofico - 16%. In poche parole, il calo di produzione nel tessile, abbigliamento e calzature si è dimezzato rispetto al 2012. Il metalmeccanico mostra una flessione di - 7,2%, contro i - 9,6% dei sei mesi precedenti. Forse il dato più negativo è quello dell’industria alimentare: il calo è del - 3,2%, ma si veniva - caso unico - da un dato migliore nel secondo semestre 2012: - 2,9%. Insomma, la produzione e confezionamento di pasta e sottoli è l’unica voce che nella prima parte dell’anno peggiora rispetto al deprimente secondo semestre del 2012. Alla fine del primo semestre dell’anno il tasso di contrazione tendenziale della produzione pistoiese è stato allineato alla media italiana.

Esportazioni: peggiora la forbice con l’Italia. Mentre Toscana e Italia mostrano una ripresina dell’export, a Pistoia accade il contrario: dopo un periodo di miglioramento, le esportazioni sono in calo. A peggiorare è soprattutto il commercio con l’Italia (ne risentono inevitabilmente le imprese più piccole, poco strutturate che non hanno commercio con l’estero), mentre le esportazioni con l’estero tengono il passo. Le flessioni maggiori sono quelle del mobile, i prodotti tessili, le piante, che hanno risentito di una crisi dell’export proprio nel periodo più importante.

La fiducia cresce. Questo quadro non certo esaltante, anche se con qualche spiraglio, basta però a infondere un certo ottimismo negli imprenditori pistoiesi. O meglio, per la prima volta dopo anni, le imprese intervistate pensano che la situazione nei prossimi mesi resterà più o meno stabile. Questo almeno sul portafoglio ordini. Fino all’anno scorso, gli imprenditori hanno sempre manifestato un’aspettativa negativa.

Francesco Albonetti

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