Il presidio
Quell’anca che fa un gran male
Famiglia denuncia, ma è pronta la replica del primario del reparto di ortopedia professor Maffei
PISTOIA. «Laa mamma doveva operarsi per l’installazione di una protesi all’anca». Così inizia il racconto di una signora di Pistoia riguardo ai problemi per una protesi d’anca.
«L’appuntamento per l’operazione era per il 16 (o 18, non ricordava), è stata installata una protesi innovativa e l’intervento è andato bene, come testimoniano le due radiografie eseguite.
La paziente poi va al centro Turati (dietro indicazione del medico che l’ha operata) per la riabilitazione e ci rimane 21 giorni. «L’anziana denuncia dolori, soprattutto dopo una manovra che avrebbe compiuto qualcuno del personale della Turati».
L’anziana torna a casa e dopo pochi giorni subisce un dislocamento dell’anca (15 luglio). Viene riportata in sala operatoria per ricomporre l’articolazione. Il medico che l’ha operata dice alla figlia che la protesi è ruotata e sarebbe meglio rioperare. Il 18, dopo una Tac, cambia idea e dice che se la donna sta attenta, la situazione può non richiedere una nuova operazione.
«Il 19 la donna viene dimessa. Il 29 luglio subisce un nuovo dislocamento mentre è a casa. Al pronto soccorso la porta il marito, la figlia arriva mezz’ora dopo e _ spiega al nostro giornale _ alle informazioni per mezz’ora non le sanno dire dove si trovi sua madre. Alla fine grazie a un infermiere la trovano: è in sala operatoria per comporre l’articolazione. Il medico che l’ha operata comunica alla figlia che entro pochi giorni la donna va rioperata, il giorno dopo (31 luglio o 1° agosto) il primario decide per le dimissioni: sostiene, , che l’ospedale al momento non può operarla e che comunque la donna può stare un paio di mesi con un tutore.
La famiglia si rassegna alla dimissione e all’acquisto del tutore, che costa 750 euro.
Ora la famiglia sta cercando una clinica a Firenze dove portare l’anziana, ma giudicano «assai negativamente l’operazione subita, le sue conseguenze e la divergenza di valutazione emersa tra primario e medico».
Ecco la replica della Asl.
«In merito alla segnalazione relativa all'intervento di protesi di anca, l'Azienda USL3 comunica la ferma intenzione di farsi carico del percorso terapeutico della signora e si duole per le incomprensioni che siano insorte tra i familiari e gli operatori. Il direttore della U.O. Ortopedia, prof. Giuseppe Maffei, afferma che: "La correzione di un intervento innovativo come quello già subito dalla paziente richiede tempo, pazienza e uno strumentario specifico non sempre disponibile in tempi brevi. Peraltro l'indagine TAC non ha mostrato alcuno spostamento della protesi impiantata. Il quadro clinico è pertanto tale da non prevedere l'esecuzione di un intervento in urgenza". La paziente è stata informata della possibilità di eseguire l'ulteriore intervento presso l'Ospedale di Pistoia entro la fine di agosto, o, al più tardi, nella prima settimana di settembre. "Nel periodo che precede l'intervento chirurgico l'uso di un tutore è necessario per consentire di camminare senza utilizzare stampelle" conclude il prof. Maffei.
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