Il presidio
Odissea fra ospedali per una Tac
Anziana rimbalzata dal Pacini al San Jacopo perché mancava un neurologo che leggesse gli esami
MARCELLO. Una donna di 81 anni, residentre a Pracchia, è caduta a terra battendo la testa ed è stata trasportata all'ospedale Pacini di San Marcello. Rimpallata fra il Pacini e il nuovo ospedale San Jacopo di Pistoia, l’anziana ha voluto raccontare la sua piccola odissea, dalla quale, per fortuna è uscita con qualche giorno di ricovero in osservazione ma senza grandi danni. «Erano le 10 del mattino circa – racconta – quando sono caduta accidentalmente all'indietro nei pressi della farmacia di Pracchia. Non ho ben afferrato la ringhiera e sono caduta. Ho battuto la testa e sono rimasta un po' stordita. Mio figlio, immediatamente accorso, ha provveduto a trasportarmi con la sua auto all'ospedale di San Marcello. Il personale di servizio, che mi conosceva, ha eseguito una radiografia e una Tac. L’esito di questi esami è stato spedito a Pistoia, ma la risposta non tornava a San Marcello. Così verso le 16 sono stata trasportata all'ospedale di Pistoia con una autoambulanza. Lì mi hanno visitata e poi sono stata di nuovo rispedita all'ospedale di San Marcello dove, dopo una nuova visita medica, mi è stato assegnato un letto alle 19. A quell'ora ho finalmente potuto riposare». Perché questo inutile andirivieni fra i due ospedali? Fatti i raggi e la Tac all'ospedale di San Marcello occorreva un medico neurologo per decifrare i risultati degli esami radiologici. L'esito dell'esame radiologico era stato inviato, per via telematica, a Pistoia, dove è giunto, perché fosse esaminato da uno specialista che avrebbe poi fornito indicazioni ai medici di San Marcello. Ma si sono verificati disguidi nel collegamento fra i computer e non è stato possibile il ritorno dei risultati a San Marcello. La decisione presa è stata di inviare oltre gli esami anche la paziente all'ospedale di Pistoia. Ma non è finita qui perché, non conoscendo la natura dei possibili danni, alla signora è stato applicato un collare, insopportabile con questo caldo, tanto che poco dopo le è stato tolto. Detto per inciso, la donna è stata accompagnata dai volontari di Prataccio, che il figlio desidera ringraziare, uno dei quali aveva due giorni di età meno della signora trasportata. Dal momento del ricovero a San Marcello al successivo ritorno a San Marcello dall’ospedale di Pistoia, quando all’anziana è stato assegnato un letto, sono trascorse più di otto ore. Un tempo incredibile. Questo è solo un episodio, che pare non sia l’unico. Sono in molti in montagna a pensare che non sarà neanche l’ultimo. Sono in molti a pensare che ciò che viene definito una riorganizzazione o una razionalizzazione della sanità in montagna sia una definizione non aderente alla realtà. Sono anche in molti a pensare che l'ospedale non sia stato chiuso, perché chiuso non è, ma sia stato svuotato lentamente delle sue funzioni. Prima la maternità, poi ortopedia e chirurgia. È rimasto un pronto soccorso con la presenza di un medico per 12 ore al giorno e il reparto di medicina, con 24 posti-letto, dove sono ricoverate moltissime persone anziane. Un cronicario.
Sauro Romagnani
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