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Al Tar lo scontro tra Comune e Valiani
La famiglia impugna il provvedimento che le nega la possibilità di affittare l’ex caffé ad una filiale bancaria
PISTOIA. Finisce a carte bollate il braccio di ferro tra Comune e famiglia Valiani per il futuro dello storico Caffè di via Cavour. La Snc di Dante Valiani e figlio, insieme alla signora Ginevra Bartoletti (vedova di Arrigo e padre di Dante) hanno impugnato il 18 luglio davanti al Tar della Toscana il provvedimento del servizio Governo del territorio ed edilizia privata, che nega la richiesta di parere preventivo presentata dalla famiglia per l’uso del fondo quale sede di una filiale bancaria. Impugnati anche l’articolo 16 del Piano della città storica, il regolamento urbanistico e il regolamento edilizio del Comune. Il ricorso chiede la sospensione del provvedimento e invoca un risarcimento danni all’amministrazione Bertinelli.
Il Caffé è chiuso da due anni e la famiglia Valiani non ha intenzione di tornare dietro il bancone. Il Comune, d’altro canto, ha vincolato la destinazione d’uso del Valiani e del Café du Globe all’attività di somministrazione. «Siamo disponibili a collaborare ad una soluzione - è la posizione dell’ente locale - Ma come ha evidenziato il servizio Governo del territorio, non per far posto ad una banca». A maggio il sindaco Bertinelli ha inviato una lettera a vari enti regionali - dalle Camere di Commercio a Confindistria, Confcommercio e l’Associazione locali storicid’Italia -perorando la causa del Valiani: «Per Pistoia è un patrimonio di cultura e memoria troppo prezioso perché non si percorrano tutte le strade possibili affinché quei locali tornino ad essere un luogo accogliente e vivo. L’amministrazione è impegnata nella ricerca di operatori economici che vogliano avviare una nuova attività nel Caffé, valorizzandone la tradizione. Il Comune è disponibile a favorire i contatti con la proprietà e a valutare ogni possibile forma di agevolazione e sostegno: gli ampi spazi del Caffé consentirebbero, ad esempio, di allocarvi anche alcune funzioni attrattive di clientela come punto di informazione turistica, nonché la realizzazione di mostre e altre attività culturali programmate con l’ente».
Un appello che è rimasto inascoltato, mentre gli eredi Arrigo Valiani hanno continuato a cullare il progetto di affittare l’ex Caffé ad una banca.
«I miei figli- spiegava Lucia Valiani - hanno scelto altre strade. In pochi investono, e tantomeno in bar. Siamo costretti a pagarci le tasse anche se è inutilizzato. Dispiace vedere un ambiente di 500 metri quadrati in pieno centro, vicino alla chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, muffire e deperire, ma le uniche richieste che ci sono arrivate non riguardano la somministrazione».
Un istituto di credito è probabilmente una delle poche realtà imprenditoriali a potersi permettere, nella crisi perdurante, i lavori di restauro e l’affitto dei locali di via Cavour.
Su questa scelta il Comune sentirebbe di dover eccedere in flessibilità. Ospitare una banca al Valiani? «Contrasta - è il parere dell’ente locale e del servizio Governo del territorio - con il valore simbolico assunto nel tempo dal caffé, che fa parte del selezionato elenco dei locali che conservano ricordi, cimeli e arredi di valore culturale e artistico per la storia nazionale». Dal 1864 ne hanno varcato la soglia musicisti del calibro di Verdi, Rossini, Bellini, Leoncavallo, Puccini, e nel ’900 pittori e scultori come Carrà, Soffici e Marini, attori e registi come Pagliai e Bolognini.
Il Comune decide quindi di resistere nel ricorso. L’udienza è fissata per il 4 settembre 2013.
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