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Insegnante cade in un burrone e muore
Simone Iozzelli, 40 anni, era andato a cercare funghi nella Foresta del Teso. Lascia la moglie e un figlio di 5 anni
PISTOIA. Quei boschi impervi li conosceva come le sue tasche. Da quando era ragazzo, non perdeva occasione per andare lassù, sopra la sua amata Orsigna, a cercare funghi. Insieme all’amico di tante battute c’era stato la scorsa settimana e, da solo, c’è tornato domenica mattina. E qualche porcino lo ha anche trovato. Ma questa volta, in quei boschi, Simone Iozzelli, ingegnere non ancora 41enne, ha trovato anche la morte. Sposato, padre di un bambino di 5 anni, professore all’istituto Pacinotti di Pistoia, è scivolato in uno dei tanti canaloni che caratterizzano le Coste dell’Orsigna”. Un balzo di alcune decine di metri che non gli ha lasciato scampo. Il suo corpo è stato individuato dai soccorritori nel cuore della notte e ieri mattina all’alba è stato recuperato con un elicottero e trasportato all’ospedale San Jacopo.
Domenica mattina Simone Iozzelli era arrivato sulla Montagna attorno a mezzogiorno. Una settimana prima, insieme all’amico che quasi sempre lo accompagnava, aveva già trovato dei funghi e perciò, anche se questa volta da solo, aveva deciso di dare un’altra occhiata in quei posti che in passato gli avevano regalato tante soddisfazioni. Lasciata la sua auto al Teso, nei pressi della Casetta Pulledrari, si è inoltrato nel bosco, risalendo verso il crinale, per poi scollinare sul versante orsignano delle cosiddette “Coste dell’Orsigna”.
Un luogo impervio, che negli anni era già stato teatro di tragedie simili, come nel 2004, quando a precipitare in un canalone fu l’ex presidente della Cna di Prato, Mauro Giardi. Ma anche un luogo che Simone Iozzelli conosceva a menadito. Probabilmente, a tradirlo, è stato lo spesso strato di foglie di faggio secche che ricopre in questo periodo il sottobosco, reso ancora più infido dai pali di castagno che vi si celano sotto e che se calpestati si comportano come dei veri e propri rulli. Fatto sta che il 40enne professore pistoiese, ad un certo punto, ha perso l’equilibrio, è scivolato giù per la ripida scarpata per qualche decina di metri, senza riuscire a fermarsi, fino al salto fatale: una caduta verticale di roccia di una decina di metri che non gli ha lasciato scampo.
L’allarme è scattato attorno alle 21,30, quando i familiari, preoccupati per il mancato ritorno a casa, hanno chiamato l’amico che solitamente andava a cercare funghi con lui. Immediatamente si è messa in moto la macchina dei soccorsi. Verso il Teso sono partiti i volontari del Soccorso alpino Appennino toscano (11 tecnici), i v igili del fuoco del distaccamento di Limestre e i carabinieri di San Marcello. Nonostante l’oscurità, grazie alle indicazioni fornite dall’amico sulle fungaie che lui e Simone erano soliti controllare, le ricerche non hanno richiesto più di tanto. Purtroppo, attorno all’una di notte, le squadre, dopo aver seguito la traccia lasciata lungo la scarpata (c’era anche la borsa con i funghi) hanno avvistato il corpo esanime in fondo al burrone. Dopo averlo recuperato, lo hanno trasportato fino ad una radura, dove sono rimasti in attesa dell’alba. Con la luce del giorno, la salma è stata issata a bordo dell’elicottero Pegaso e portata all’ospedale di Pistoia, dove è stata composta nelle cappelle del commiato.
Proprio alle squadre di soccorso va il ringraziamento dei familiari di Simone Iozzelli: vogliono ringraziare le squadre di soccorso: «Si sono adoperati in un modo encomiabile» spiega la sorella, Elisabetta Iozzelli, anche lei insegnante molto conosciuta in città: è professoressa di matematica al Liceo Forteguerri. «Mio fratello era una persona solare, sorridente, sempre disponibile, affettuosa – ricorda – Aveva questa grande passione per i funghi: era da quando aveva 15 anni che andava a cercarli».
I funerali, a cura della Croce verde di Pistoia, saranno celebrati questo pomeriggio alle 17 nella chiesa di San Felice.
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