Il presidio
«Accordo disatteso e servizio peggiore»
Le 76 lavoratrici delle pulizie del nuovo ospedale protestano dal sindaco e bocciano l’intesa siglata da Cgil e Cisl
PISTOIA. Accordo disatteso e trasformato in un’intesa sindacale capestro, lavoro diminuito nell’orario ma peggiorato nella qualità, futuro incerto. Protestano le 76 lavoratrici della ditta che si occupa di sanificazione al nuovo ospedale, parte del personale - quasi interamente costituito di donne - ex Dussmann che con l’apertura del San Jacopo è stato ripartito nei vari appalti: oltre alla sanificazione e pulizie, quelle che si occupano della ristorazione (ditta Serenissima), della sterilizzazione (Bioster), smaltimento rifiuti (L’Arca) e lavanderia (Servizi Italia). Ieri un nutrito gruppo di lavoratrici si sono recate dal sindaco Samuele Bertinelli per aggiornarlo sugli sviluppi della vicenda, fatta di decisioni precipitose e tardive. «Il protocollo d’intesa siglato a suo tempo in Regione – dicono le dipendenti dell’impresa di pulizie – garantiva la riassunzione di tutte le lavoratrici con lo stipendio decurtato dell’8 per cento per la spending review, in pratica l’85% di quello che prendevamo al Ceppo. Avremo lavorato meno ore di prima, ma a queste ore veniva aggiunto un contratto di solidarietà. Poi, con nostra amara sorpresa, l’accordo stato disatteso e Cgil e Cisl, i confederali meno la Uil, hanno sottoscritto un nuovo accordo che cambia le carte in tavola». Il nuovo accordo, sostengono le lavoratrici, trasforma il contratto di solidarietà in cassa integrazione in deroga. Visto che nel fondo per la cassa in deroga non c’è più un soldo, sindacati e azienda si sono accordati col Montepaschi, che anticiperà la cifra che occorre per pagare lo stipendio. «Questa situazione non ci sta per niente bene e concordiamo con la Uil che non ha firmato – protestano le lavoratrici – Se i soldi per la cassa in deroga non dovessero arrivare ci ritroveremo in debito col Montepaschi. Chi pagherà questo debito? La situazione è tornata estremamente incerta, mentre con l’intesa istituzionale siglata prima dell’apertura dell’ospedale sembrava che ci dovessero essere solo certezze». L’altro aspetto che viene sottolineato è quello della qualità del lavoro, molto peggiorata secondo le lavoratrici. «Basta qualche dato – dice una di loro – Al Ceppo lavoravo 4 ore e mezzo dovendo disinfettare un reparto di medicina con 22 degenti. Adesso in 2 ore e 45 minuti di lavoro dobbiamo trattare un analogo reparto con 52 pazienti: 21 camere e 21 bagni. I risultati si vedono, perché il servizio è peggiorato e per di più ci sentiamo vessate». Le lavoratrici giudicano l’accordo sindacale un passo indietro rispetto alle premesse e contestano Cusl e Cgil. «Siamo tornate nell’incertezza di un mese fa).
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