Meteo
Nesti si è dimessa a causa del processo per le firme elettorali false
L’ex consigliere provinciale del Pdl ha patteggiato 8 mesi. «Mi sono fidata di chi mi aveva chiesto di autenticarle»
PISTOIA. C’è una sentenza di patteggiamento ad 8 mesi di reclusione per il reato di falsità ideologica in atti pubblici all’origine delle dimissioni dal consiglio provinciale di Alessandra Nesti, al centro delle polemiche politiche di questi giorni.
L’ex consigliera sanmarcellina del Pdl, che si è dimessa il 2 luglio scorso, era finita sotto processo per la questione delle firme raccolte nel febbraio 2010 per presentare la lista Forza Nuova alle elezioni regionali. Firme – ben 1.060 – da lei autenticate in veste di pubblico ufficiale (in quanto consigliere provinciale) ma poi risultate apocrife. “Certificava come vere ed autentiche nonché apposte in sua presenza – si legge nel capo d’imputazione – le 1063 firme (apocrife ad eccezione di solo tre firme, apposte tuttavia in sua assenza ed in circostanze di tempo e di luogo diverse da quelle indicate nell’autocertificazione) presenti su liste di elettori della lista Forza Nuova nella circoscrizione elettorale provinciale di Pistoia per l’elezione del presidente della giunta e del consiglio regionale della Toscana del 28-29 marzo 2010».
Il 15 gennaio Alessandra Nesti ha patteggiato la pena in sede di udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Pistoia: 8 mesi con il beneficio della sospensione condizionale. La sentenza è diventata irrevocabile il 12 febbraio successivo e la procura ha notificato il documento alla Provincia il 28 giugno. Un passaggio che avrebbe comportato la decadenza automatica dalla carica di consigliere provinciale della Nesti, che però si è dimessa “per motivi personali” il 2 luglio, prima della deliberazione del consiglio.
«Il Pd di San Marcello – spiega Alessandra Nesti dopo gli attacchi politici ricevuti in questi giorni – mi chiede di “rendere conto ai cittadini” delle ragioni delle mie dimissioni. Pur asserendo di ignorare tali ragioni, il Pd, con il tono inquisitorio di chi pretende una pubblica confessione, sostiene che si tratta di un “fatto politicamente grave”, anticipando un giudizio sul quale mi permetto di dissentire totalmente. Si tratta, infatti, di una vicenda che mi ha procurato grande amarezza e sofferenza personale e che si riferisce ad irregolarità (formalmente a me imputabili) nella autentica di firme di presentazione di una lista per le elezioni regionali del 2010. Dette irregolarità, da me lealmente ammesse e dalle quali non ho tratto alcun vantaggio, sono da ascrivere esclusivamente alla mia inesperienza, avendo io fatto affidamento sulle rassicurazioni ricevute da chi mi aveva chiesto di procedere all’autentica».
Alessandra Nesti sottolinea come il suo sia stato un errore commesso in totale buona fede «e pagato duramente con una condanna che non mi ha consentito di portare a termine il mandato ricevuto dagli elettori della montagna pistoiese, che mi hanno onorato della loro fiducia e che io credo di avere contraccambiato, assolvendo alle mie funzioni con totale dedizione. Le mie dimissioni sono state tempestive e sono intervenute non appena la sentenza è divenuta irrevocabile. Mi voglio augurare che le stesse esigenze di trasparenza rappresentate dal Pd di San Marcello siano avvertite anche in vicende ben più gravi, che hanno scosso fortemente la pubblica opinione e sulle quali sembra essere calato un inaccettabile silenzio. Penso agli illeciti avvenuti nella Comunità montana e sui quali nessuno – in primis il Pd – sembra intenzionato a rendere conto ai cittadini». (m.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
