Il Tirreno

Pistoia

Bocciata la proposta del referendum

Maggioranza di centrodestra e lista civica contro il Pd: «Fumo negli occhi, altro che democrazia»

2 MINUTI DI LETTURA





MONTALE. Non passa in consiglio comunale la richiesta di referendum consultivo d’indirizzo, presentata dai gruppi d’opposizione Centrosinistra per Montale e Montale Progetto Comune, sulla realizzazione di un impianto Trebios nel comune di Montale. Il punto è stato bocciato con i voti contrari della maggioranza di centrodestra e del consigliere della lista civica Decidi anche Tu Luca Marinaccio. A favore i voti dei consiglieri dei gruppi proponenti. Il capogruppo del centrosinistra Valentina Meoni rileva che «è la prima volta che viene avanzata a Montale una richiesta di referendum consultivo e, di fronte ad uno strumento del genere, il consigliere Marinaccio ha preferito votare con il centrodestra, rinnegando quanto sostiene spesso la sua lista civica sulla cittadinanza attiva». Sandro Nincheri, altro capogruppo che aveva richiesto il referendum, aggiunge, «al di là dei dubbi e delle critiche espresse in merito al progetto nelle scorse settimane, con la richiesta abbiamo tentato di dare voce ai cittadini e con la risposta del consiglio comunale il palazzo si è chiuso invece di aprirsi come spesso invocano a parole anche alcuni tra coloro che hanno votato contro». Questo, spiega Nincheri, «anche in considerazione del fatto che sarebbe giusto che i cittadini si esprimessero su quello che potrebbe rappresentare il maggiore investimento per il Comune nei prossimi anni». Il consigliere Luca Marinaccio chiarisce: «ho votato contro perché il referendum consultivo così come lo prevede lo statuto è solamente fumo negli occhi, una presa in giro per i cittadini e soprattutto campagna elettorale per chi lo ha proposto. Presenteremo un documento con la modifica dello statuto, chiedendo di cassare queste gravi limitazioni per i cittadini ed integrando con il referendum deliberativo per riportare i cittadini al centro delle decisioni». Un pronunciamento, conclude, con questo tipo di consultazione, «non avrebbe valore vincolante per l’amministrazione». L’assessore all’ambiente Lisa Taiti illustra la posizione della maggioranza di centrodestra: «non crediamo di fare qualcosa di poco democratico nel credere in un progetto e portarlo avanti. Inoltre, ci sorprende che il referendum venga proposto dal centrosinistra che in passato non ha fatto lo stesso per le decisioni che hanno riguardato l’inceneritore». Questa richiesta per l’assessore, «si presenta come strumentale», che conclude, «abbiamo promesso ed organizzeremo un’assemblea con i tecnici dell’Enea per illustrare quello che resta il progetto di un ente prestigioso dello Stato». La richiesta, avanzata dai due gruppi d’opposizione è giunta alla fine di un percorso che, lo scorso 26 maggio, si è concretizzato con un’assemblea pubblica. Adesso che questa primo tentativo non è andato a buon fine per ottenere il referendum resta da seguire la strada della raccolta di firme.

Tommaso Artioli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera