Il presidio
La ricetta dei “No Tares” in quattro mosse
Ferranti (Pdl) prende per mano il gruppo e lancia le proposte per arrivare a superare la tassa
QUARRATA. Continua a farsi sentire la voce dei “No Tares” contro il caro spazzatura. Dopo l’incontro pubblico di martedì sera, fuori dai locali della Civetta, a cui hanno preso parte oltre un centinaio di persone, adesso cominciano ad arrivare le prime proposte. Daniele Ferranti, membro del coordinamento provinciale del Pdl ed ex consigliere comunale di Quarrata, che sostiene il gruppo apartitico nato su facebook la scorsa settimana, propone 4 azioni per eliminare (o ridurre) la Tares, e per chiudere l’inceneritore di Montale : puntualità, trasparenza, efficienza e partecipazione. «In 4 atti, scacco matto alla tassa rifiuti e servizi».
L’ex consigliere invita « la politica e l’amministrazione, che ha fatto della partecipazione il suo punto di forza nel programma elettorale, a rispondere ai quattro atti. Diversamente – sottolinea - significa che tutto ciò che hanno raccontato ai cittadini era solo un espediente per raccogliere voti a tradimento». La ricetta Ferranti consiste nel formare un gruppo, con cittadini e amministratori, per visionare il piano industriale e i bilanci del Cis, sorvegliato speciale dei “No Tares” che vogliono far chiarezza sui costi di gestione; adottare la tariffa puntuale - «più si riducono i conferimenti di indifferenziato, e più possibilità si hanno di ottenere riduzioni in bolletta» - attraverso una modifica da parte dell’amministrazione comunale della delibera del 16 giugno scorso; inserire nel bilancio preventivo e pluriennale del Comune il ristorno dei soldi del mutuo contratto dal Comune di Quarrata per la famosa circonvallazione da via Firenze a viale Europ, e che poi sono stati dirottati alla ristrutturazione di Villa la Magia, in un fondo chiamato “Tassa da restituire”; infine, stabilire delle esenzioni per le attività commerciali, artigiane e aziendali che già smaltiscono in proprio (produttori di rifiuti speciali registrati, smaltiti e denunciati , Mud).
«L’esenzione – spiega Ferranti – deve essere prevista attingendo tramite la redazione di un piano di investimento da inviare al Ministero dell’ambiente. L’Italia al momento ha fermi 200milioni di euro (fonte il Sole 24 ore del 17 luglio) non richiesti all’Unione europea per mancanza di progetti. Una proposta – sottolinea – da far sottoscrivere come impegno ai parlamentari locali nel mese di settembre con la sigla delle varie associazioni di settore».
Beatrice Faragli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google