Il Tirreno

Pistoia

Finmeccanica: Breda va divisa in due

di Fabio Calamati
Finmeccanica: Breda va divisa in due

Una soluzione choc per superare la crisi. Colloqui con il governo. I conti dei primi 6 mesi sono in profondo rosso

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PISTOIA. Finmeccanica vuole dividere in due AnsaldoBreda. Una delle due aziende, destinata alla liquidazione, dovrebbe occuparsi delle commesse in difficoltà, a partire da quella per i treni ad alta velocità V250 che le ferrovie belghe e olandesi non vogliono più. Commesse che continuano a produrre perdite che zavorrano irrimediabilmente i conti. L’altra azienda, invece, assorbirebbe in particolare le attività legate ai treni ad alta velocità (concentrate nello stabilimento di Pistoia) e al trasporto metropolitano (del quale si occupa soprattutto lo stabilimento di Napoli).

Il progetto – una novità assoluta per AnsaldoBreda – è stato illustrato da Finmeccanica nel corso della presentazione agli analisi dei risultati economici semestrali della holding, che controlla il 100% dell’azienda ferroviaria. Alessandro Pansa, amministratore delegato di Finmeccanica, ha ribadito anche in questa occasione che i manager alla guida di AnsaldoBreda stanno lavorando bene «ma nonostante gli sforzi i progressi sono insoddisfacenti, per ragioni congiunturali e strutturali». Tra questi problemi c’è il costo orario a cui lavora l’azienda, che Finmeccanica ritiene necessario ridurre del 20%, dando quindi un grande impulso alla produttività degli stabilimenti. «E abbiamo capito – ha continuato Pansa – che, per risolvere inefficenze strutturali, c’è bisogno di iniziative straordinarie». E la creazione delle due AnsaldoBreda rientra senz’altro in questa categoria.

L’idea di base è che all’inizio le due aziende valgano rispettivamente il 55% (la “bad company con le commesse in difficoltà) e il 45% del business totale dell’attuale AnsaldoBreda. Nel giro di due anni il risanamento dovrebbe prendere il largo e le rispettive proporzioni dovrebbero passare a 40-60% nel 2014 e a 10-90% nel 2015. «Facciamo tutto ciò per andare verso una soluzione strategica per il futuro di Breda, che altrimenti non si può trovare».

Completato il risanamento, sul mercato dovrebbe essere messa la “nuova” AnsaldoBreda. Sul punto Pansa ha spiegato che è in corso un confronto con il governo (abbastanza freddo rispetto all’ipotesi di una cessione totale delle aziende civili di Finmeccanica) «per arrivare alla migliore soluzione possibile», una soluzione che «coniughi l’interesse generale e quello dell’azienda».

L’illustrazione del futuro del gruppo ferroviario pistoiese-napoletano si è svolta durante la presentazione dei conti semestrali di Finmeccanica, conti che – per quanto riguarda AnsaldoBreda – sono pessimi. L’azienda ha infatti chiuso il primo semestre 2013 con una perdita operativa di 68 milioni, contro i 35 dell’anno precedente. E siccome a fine 2012 AnsaldoBreda fece registrare una perdita di 160 milioni, alcuni osservatori hanno ipotizzato per dicembre 2013 dei conti in rosso per 300 milioni. Non basta: il portafoglio ordini dell’azienda pistoiese-napoletana è calato del 68% rispetto allo stesso periodo del 2012, mentre i ricavi si sono fermati a 264 milioni, con un calo del 26% sull’anno precedente.

Risultati, come detto, estremamente negativi, rispetto alle previsioni che indicavano nel 2014 l’anno del possibile ritorno in pareggio. Conti che subiscono certo i contraccolpi della vicenda dei treni V250 (gli oneri complessivi messi a bilancio sono di 43 milioni), ma evidenziano anche una estrema difficoltà di AnsaldoBreda a superare la crisi industriale che la attanaglia ormai da sei-sette anni e che ne fa un’azienda produttrice di perdite anziché di profitti.

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