Il Tirreno

Pistoia

Senza lavoro né casa tre giovani muratori occupano un tugurio

Senza lavoro né casa tre giovani muratori occupano un tugurio

«Abbiamo bussato a tutte le porte per un alloggio dignitoso ma con gli impieghi saltuari nessuno ci concede l’affitto»

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PISTOIA. Santo Casesi, 31 anni dei quali sedici trascorsi a Pistoia, ha braccia forti e lo spirito giusto per lavorare. Ma da quando la crisi dell’edilizia ha falcidiato le imprese, naviga in brutte, anzi pessime acque. Da un anno è costretto a vivere in una topaia - nel senso letterale del termine - insieme ad due amici ex colleghi, Mario e Giancarlo Biagioni, padre e figlio. I tre muratori, che vivono di lavoretti saltuari, hanno occupato un tugurio in via Nerucci, sotto il ponte S. Marco. Cercando una casa in affitto, un buco qualsiasi, anche coi pochi soldi che riescono a guadagnare e il piccolo sussidio dei servizi sociali. «Ho bussato a tutte le porte – racconta Santo – cominciando dai proprietari di case. Ma quando dico che cerco un affitto almeno per tre mesi – dice Santo – come il lavoro che ho trovato, non ne vogliono sapere. Siamo in lista per le case popolari, ma indietro. L’assistente sociale ci propone l’albergo popolare, ma abbiamo alcuni mobili della casa dove abitavo, dove li mettiamo? Quello che vogliamo è solo una sistemazione modesta e dignitosa e uscire dalla situazione di irregolarità in cui viviamo. Senza acqua né gas, dovendo combattere ogni giorno una battaglia assurda contro i topi che vengono dalla Brana. Qualche sera ne ho trovato uno grosso sotto il cuscino e ho deciso di andare a dormire in piazza del Duomo. Così non si può andare avanti». Casesi dice di non volere elemosine: «Mi sto dando da fare ogni giorno e non faccio come quelli che per ottenere qualcosa a ogni costo s’incatenano o vanno in cima a una grù». In Comune fanno sapere che ai tre uomini è stata offerta la soluzione temporanea dell'albergo popolare, che però hanno rifiutato. In quella sede sono anche state date indicazioni utili per reperire una diversa soluzione sul mercato privato: «Trattandosi di uomini adulti senza la presenza di persone in tutela (minori, anziani, persone portatrici di handicap) il Comune agisce chiedendo all'adulto di trovare una sistemazione, per la quale poi verrà erogato un contributo. Quindi il Comune agisce dando precedenza alle tutele più cogenti e laddove queste situazioni di particolare tutela non ci sono, si richiede alle stesse persone impegno e collaborazione».

Francesco Albonetti

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