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Troppo piccola la sala d’attesa del nuovo pronto soccorso
Al primo impatto, entrando nella hall dall’ingresso principale, ricorda più un aeroporto o un centro commerciale che un ospedale. L’utilizzo massiccio del vetro e dell’acciaio
PISTOIA. Al primo impatto, entrando nella hall dall’ingresso principale, ricorda più un aeroporto o un centro commerciale che un ospedale. L’utilizzo massiccio del vetro e dell’acciaio dà una sensazione di ampiezza che poi - però - si perde una volta che si entra nei corridoi interni dell’ospedale. Sono le sensazioni di un nostro collega lucchese, che ha voluto visitare il nuovo ospedale San Jacopo inaugurato due settimane fa, per farsi un’idea di come sarà il gemello S.Luca di Lucca, che non sarà pronto prima del febbraio 2014.
Dopo l’impatto ampio iniziale, dicevamo, quel che ha colpito il visitatore sono gli spazi risicati dei poliambulatori, quelle sezioni al piano terra dove si trovano gli studi per le visite specialistiche. I corridoi sono per metà trasformati in sale d’aspetto. Una trasformazione radicale rispetto agli spazi ampi ai quali sono abituati i lucchesi con il Campo di Marte, ma anche rispetto all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore, di costruzione più recente. In generale è tutta la struttura a sembrare assai “compatta” e razionale. Con un’organizzazione che, sicuramente, ridurrà i tempi di spostamento ma che rischia di spiazzare, di primo acchito il visitatore. Ma veniamo alle noti più dolenti. L’ospedale di Pistoia è partito con accorgimenti ancora da approntare, per esempio quelli relativi alla segnalatica, con difficoltà di orientamento in un ospedale concepite non più a reparti ma per “intensità di cure”. Una criticità evidente riguarda uno dei servizi più delicati di un ospedale: la sala d’attesa del pronto soccorso assai piccola. In questi giorni, pur in una città in parte svuotata per le vacanze, è già più che piena. Criticità sulle quali l’Asl di Lucca farà tesoro prima di inaugurare il proprio ospedale, ma che dovranno essere prese in considerazione anche dall’azienda sanitaria pistoiese per poter apportare delle modifiche.
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