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Lavori da rifare sul ponte appena ultimato
L’attraversamento del Botre che porta a Rivoreta è più stretto di prima, bus e camion non ci passano
CUTIGLIANO. Da anni si reclamava l’allargamento di quel ponte che, attraversando il torrente Rio Botre, immette nella piccola frazione di Rivoreta. I lavori, cominciati ad inizio luglio 2013, hanno comportato la chiusura della strada comunale per una quindicina di giorni. Venerdì, non appena la strada è stata riaperta al transito, è emersa la spiacevole sorpresa: il ponte è più stretto di prima. «Abbiamo ricevuto segnalazioni – ha esordito il consigliere comunale di opposizione Graziano Nesti nell’ultimo consiglio comunale – di residenti che, trovandosi a transitare sul ponte di Rivoreta con mezzi pesanti, hanno incontrato difficoltà ancora maggiori rispetto al passato. Il tutto quando nel progetto dei lavori era previsto un ampliamento. Vorrei ricordare – prosegue Nesti – che a Rivoreta ha sede il museo della gente dell’Appennino, richiamo ogni anno per numerosi gruppi di visitatori che già non riuscivano a raggiungere il paese coi bus turistici grandi. Così si preclude l’accesso anche a quelli più piccoli». I lavori sul ponte di Rivoreta furono appaltati dal comune di Cutigliano grazie ai finanziamenti (620mila euro) della Regione per le calamità naturali del novembre 2012, quando le piogge violente provocarono danni ad argini ed infrastrutture su tutto il territorio comunale. 127mila euro furono destinati al ripristino del ponte sul Rio Botre, la cui piena ne aveva compromesso la stabilità. Nell’occasione si decise di inserire nel progetto anche il sospirato ampliamento, visto che l’altra strada di accesso al paese, passante per il Melo, non è praticabile dai mezzi pesanti. «Il problema deriva da un’ incomprensione in sede di messa a norma – spiega il sindaco Carluccio Ceccarelli – la sede stradale in corrispondenza dell’imbocco al ponte è stata ampliata, eliminando la strettoia che causava problemi ai mezzi pesanti per il trasporto di legname e rifornimenti per le aziende agricole come pure ai bus granturismo: oltre il 50% degli autisti, specie se non locali, si rifiutava di attraversare il ponte o si incastrava alla prima manovra. Il problema riguarda piuttosto il nuovo guardrail in legno, certificato Ce, installato ai margini del ponte che, avendo uno spessore maggiore rispetto alla vecchia ringhiera, non più idonea secondo le nuove norme, causa il restringimento della sede stradale». Il sindaco tuttavia rassicura: «Lunedì abbiamo svolto un sopralluogo col nostro tecnico, l’ingegnere e l’impresa appaltatrice che nel giro di 4-5 giorni, provvederà a rimuovere il guardrail sostituendolo con barriere provvisorie meno ingombranti. Intanto si studierà una nuova collocazione del guardrail, magari su spallette esterne di acciaio. La strada, così ampliata, rimarrà comunque aperta. Seppur con qualche giorno in più di attesa, quello raggiunto è un traguardo storico».
Elisa Valentini
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