La Polizia indaga sul tonno importato crudo dalla Spagna
I ristoranti dove sono avvenuti i malori hanno acquistato da rappresentanti diversi la stessa partita di pesce
di Corrado Benzio
PISTOIA
Un bel tonno alla griglia, propone il cameriere. Ma alla fine quel tonno ti porta all’ospedale con vomito e diarrea, senso di pensantezza e sudore.
E’ quanto successo tre giorni fa in due diversi locali della provincia. Tre persone più una quarta sono state intossicate in un noto locale del centro di Pistoia. Un’altro commensale è stato colto da malore dopo avere mangiato in un ristorante, meno noto a dire il vero, di Montecatini Terme.
Questo è successo mercoledì a pranzo. Nel pomeriggio, dopo gli arrivi dei pazienti al pronto soccorso del vecchio Ceppo è scattata l’indagine della Polizia.
Corsa nei ristoranti, verifica di quanto avevano mangiato i 5 finiti all’ospedale. Rapido riscontro. Alla fine è saltato fuori che l’unico piatto in comune fra i due ristoranti era il tonno fresco cotto alla griglia.
Sono partiti i sequestri e i prelievi di tonno da mandare ad analizzare. E’ stato redatto un verbale di ispezione e di sequestro. Soprattutto i tecnici dell’Asl hanno verificato con i ristoratori e gli chef come erano state portate avanti le porcedure di conservazione di questo pesce.
Anche qui verbale con annessi e connessi.
Si aspettano i risultati delle analisi, ma intanto è saltata fuori una notizia. Che il tonno fresco (fresco si fa per dire, diciamo crudo ma sottoposto all’origine alla procedura di abbattimento) proveniva dalla Spagna.
Ai due ristoranti, quello di Pistoia e quello di Montecatini, è stato venduto da due rappresentanti diversi. Ma quel tonno proveniva però dalla stessa partita importata dalla Penisola iberica.
E allora le indagini di Polizia di Stato e tecnici dell’Asl di Pistoia si è spostata sull’importatore per capire che cosa possa essere successo a quella partita di pesce.
Al di là dei due episodi, diciamo così sfortunati, l’Als vuol capire se l’importazione di questo pesce, così apprezzato da noi, è tutta regolare.
Va infatti segnalata una cosa, e non per spaventare il consumatore: che se c’è un tipo di prodotto che subisce meno controlli fra quelli di importazione è proprio il pesce.
Eppure, e la cosa può sembrare paradossale, il pesce che peschiamo nei nostri mari basta al fabbisogno italiano dei prim tre mesi dell’anno. Insomma un solo un chilo di pesce su 4 consumati è italiano, tutto il resto è d’importazione. Sia che sia di mare aperto che d’allevamento. Del resto il consumo di pesce, per motivi di salute e non solo di gola, è in vertiginoso aumento.
Questo per capire che sulla nostra tavola arriva veramente di tutto in fatto di pesce.
A partire dal famoso pangasio, è un pesce ricco di polpa che viene spacciato un po’ per tutto (addirittura dal branzino al palumbo).
Ma non molti sanno che il pangasio si pesca nelle acque della foce del Mekong. Un nome tristemente famoso perchè sulle sue rive si combattè la guerra del Vietnam. Ma tristemente famoso anche perchè le sue acque sono fra le più inquinate del l’Asia.
Tutto questo per far capire che al di là di un infortunio di cui non sono colpevoli i nostri ristoranti, sul controllo del pesce di importazione c’è molto da fare.
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