Il presidio
In mille al lavoro 16 ore per spostare l’ospedale
Trasloco solo per 160 ricoverati, gli altri vengono dimessi in queste ore oppure “parcheggiati” nelle strutture di Pescia, Prato e anche Empoli
PISTOIA. I numeri sono impressionanti e rendono bene l’idea della maxi-operazione con cui, domani notte, avverrà il trasferimento definitivo dall’ospedale del Ceppo al nuovo San Jacopo: 160 i pazienti che saranno trasferiti dalle 20 di domani alle 12 di domenica al ritmo di 12 l’ora, 50 mezzi utilizzati tra ambulanze e macchine e soprattutto più di 1.000 persone coinvolte tra personale dell’Asl 3 e volontari, senza contare le forze dell’ordine che vigileranno sul divieto di transito nelle strade del percorso della carovana e il potenziamento dei turni all’ospedale di Pescia. Il “Cosma e Damiano”, infatti, insieme al “Pacini” di San Marcello da giorni è il primo referente per i trasferimenti di malati che l’ospedale pistoiese sta facendo per diminuire il numero dei degenti da trasferire.
«Il piano di svuotamento del Ceppo su cui l’Asl riflette dalla fine del 2012- spiega il direttore del 118 Piero Paolini- è stato ideato adattando sul modello Pistoia, i trasferimenti già avvenuti in Italia ed è pronto in ogni suo minimo dettaglio. Ora c’è da metterlo in atto e per questo i responsabili dell’Asl chiedono la collaborazione della cittadinanza affinché nella notte tra il 20 e il 21 si rispetti il divieto di sosta e transito nel percorso riservato alle ambulanze e si faccia ricorso al pronto soccorso solo in casi di emergenza».
A confermare che l’operazione è di grande portata ci pensa il direttore sanitario Lucia Turco sottolineando che «24 ore prima del trasferimento si aprirà l’ unità di crisi aziendale per mettere in allerta Prefettura e Forze dell’ordine fino a quando l’ultimo paziente non sarà stato trasferito dal Ceppo al San Jacopo».
Consci che numeri e scaletta ferrea sono più consoni ad un’esercitazione militare che al trasferimento di un ospedale, dove va salvaguardato anche l’aspetto relazionale tra personale e paziente, Paolini, Turco e il direttore generale Roberto Abati rassicurano cittadini e, soprattutto, i malati. In pratica per 24 ore, dalle 20 di sabato alla stessa ora di domenica, la città avrà due ospedali visto che rimarrà aperto il Ceppo finché tutto e tutti non si saranno spostati nella struttura di Pistoia sud e fino al lunedì mattina, al vecchio pronto soccorso (che sabato sera comunque chiuderà i battenti) ci sarà qualcuno che informerà come e dove recarsi in caso di bisogno.
«Abbiamo pianificato anche la gestione di emergenze nel momento del trasferimento – dice la dottoressa Turco – e siamo in grado di sostenerle sia al vecchio che al nuovo ospedale, ma chiediamo di recarsi al pronto soccorso del Ceppo prima delle 20 di sabato e, dopo, al San Jacopo, solo in caso di bisogno estremo. In questi giorni abbiamo pianificato la riduzione dei pazienti fino ad un numero di 160 trasferibili, inviandone parte degli altri agli ospedali di Pescia, Lucca, Empoli e Prato. Abbiamo scelto di concentrare il trasferimento in un’unica tranche e di non suddividerlo in giorni, perché sarebbe stato insostenibile a livello di personale e di costi tenere aperti due ospedali per più tempo».
Rosso, giallo, blu e verde: sono questi i colori che aiuteranno personale e volontari a trasferire i degenti seguendo la giusta via d’uscita dal Ceppo e guidandoli nei giusti reparti del nuovo ospedale, evitando rischiosi “scambi di letto”. Ogni paziente avrà un bracciale (con i dati anagrafici) che corrisponde al suo reparto e lo stesso colore distinguerà le cartelline con i referti medici. L’ospedale verrà svuotato dai piani alti e la prima a spostarsi sarà l’area medica, seguita dall’area chirurgica, poi le terapie intensive ed infine (presumibilmente nella mattina di domenica) il reparto materno- infantile.
Particolari attenzioni sono state predisposte per le mamme, i neonati e i piccoli pazienti: a proposito dalle 20 di sabato non si partorirà più al Ceppo e sarà aperta la sala parto del San Jacopo così come le sale operatorie e il pronto soccorso.
«Tutti i pazienti usciranno dall’area del padiglione di Emodialisi – spiega Paolini – che sarà il punto nevralgico dell’operazione. Qui ci sarà il posto di comando avanzato all’interno di una tenda dove verrà gestita l’unità di crisi aziendale e ci sarà una centrale operativa mobile del 118. Solo le terapie intensive usciranno dal pronto soccorso del Ceppo».
Un’altra tenda nei pressi della mensa aziendale sarà il punto di ristoro per il personale dell’Asl e i volontari che lavoreranno tutta la notte realizzato con l’aiuto di Conad del Tirreno, Caffè New York e Acqua Silva. Il contributo delle associazioni di volontariato, di ogni ordine e colore, è stato più volte evidenziato quale decisivo per lo svolgimento del trasferimento. Sono stati 523 i volontari formati ad hoc nel mese di luglio.
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