Pulizia e mensa: il futuro è un punto interrogativo
Protestano i dipendenti dei servizi nonostante le rassicurazioni ricevute Il protocollo d’intesa è stato firmato, ma manca ancora l’incontro con le aziende
PISTOIA. Sulla maglietta un punto interrogativo. Un simbolo che rispecchia lo stato di incertezza per gli oltre 150 lavoratori dei servizi accessori che, con l’apertura del nuovo ospedale saranno affidati a società diverse da quelle che li avevano in carico sino ad ora. Lavoratori che ieri – relegati in un angolo all’ingresso del complesso – hanno partecipato all’inaugurazione, appunto con quella maglietta addosso. A un certo punto hanno anche tirato fuori gli striscioni, per manifestare la loro angoscia. Da una parte le 98 dipendenti che si occupavano delle pulizie al vecchio Ceppo: l’impresa che gestirà l’attività a San Jacopo aveva infatti annunciato di non aver bisogno di 37 di loro, mentre altre 40 avrebbero potuto mantenere il lavoro, ma per 18 ore settimanale (che avrebbe voluto dire passare da stipendi di 900/1000 euro al mese a stipendi dimezzati di 4/500 euro). Dall’altra i 62 dipendenti attualmente in forza alla Dussmann, e che si occupa del servizio mensa, e il cui destino rappresenta un’incognita ancora più forte. Una parte di loro (quanti?) resterà nel complesso del Ceppo dove preparerà i pasti per gli ospedali toscani - compreso Pescia – serviti da questa società. Un’altra parte di loro (quanti? A quali condizioni?) dovrebbe essere riassorbita dalla società che gestirà la mensa del nuovo ospedale, ossia la Serenissima. Ma ancora nulla si conosce al riguardo: «Al momento – ricorda una dipendente – abbiamo un orario e un programma di lavoro solo fino a venerdì»
È vero che, come ricordato Luisella Brotini della Cgil ai lavoratori (riscuotendo qualche applauso, ma anche qualche critica) è stato sottoscritto un protocollo d’intesa per garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali (con il ricorso agli ammortizzatori sociali per risolvere il nodo dell’eccedenza di una parte di ore). E, negli interventi delle autorità, questo aspetto del mantenimento dell’occupazione è anche stato sottolineato. Ma è anche vero che, come ha ricordato qualche lavoratore, «si stanno facendo i conti senza l’oste», dove l’oste è rappresentato dalle società che subentreranno nella gestione dei servizi. Gli incontri decisivi, in questo caso, sono previsti per domani (nel caso dei dipendenti del servizio di “sanitarizzazione”) e martedì (per i dipendenti del servizio mensa).
I lavoratori hanno anche dato vita a una breve manifestazione, tirando fuori una serie di bandiere (curiosità: tutte di un unico sindacato, ossia la Uil) e di striscioni. «Il lavoro è dignità, non carità», vi si leggeva, «Garanzia per l’occupazione» e anche un «Le lavoratrici ringraziano il sindaco Bertinelli per la grande disponibilità». Uno striscione questo che, lungi dall’essere ironico come poteva apparire, voleva davvero ringraziare il sindaco di Pistoia (molto applaudito dai manifestanti) per il suo interessamento alla vicenda. Ma non tutti si sono mostrati d’accordo: «Aspettiamo prima di ringraziare – il loro commento – da un anno si conosce la nostra situazione, e non ci si può risolvere agli ultimi giorni»
Luigi Spinosi
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