Il Tirreno

Pistoia

«Il piccolo Mattia subì il trauma fatale mentre era all’asilo»

di Massimo Donati
«Il piccolo Mattia subì il trauma fatale mentre era all’asilo»

Non ha dubbi il perito della famiglia del bambino morto per emorragia cerebrale. La parola ai consulenti del giudice

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PISTOIA. Nella sua perizia, il consulente tecnico della famiglia non ha mostrato dubbi: quello scuotimento fatale è avvenuto sicuramente dopo le otto del mattino, quando il bambino si trovava, quindi, già all’asilo. Impossibile, invece, secondo il consulente della parte avversa, Comune e asilo, definire un arco temporale così preciso. La parola passa adesso ai due periti del tribunale, nominati ieri mattina dal giudice nel corso dell’ennesima udienza del processo civile che dovrà tentare di far luce sulla morte del piccolo Mattina Pierinelli, spirato, a soli 9 mesi di età, il 7 dicembre 2009, dopo essere entrato in coma a causa di un’emorragia cerebrale mentre si trovava all’asilo nido “Lago Mago” di Pistoia.

Mattia morì all'ospedale Meyer di Firenze, cinque giorni dopo il malore. L'autopsia accertò che ad uccidere il piccolo era stata un'emorragia cerebrale, la quale a sua volta potrebbe essere stata provocata da un forte scuotimento. Fu aperta anche un'inchiesta penale per omicidio colposo, ma venne poi archiviata (è di tre settimane fa la notizia che la Cassazione ne ha ordinato la riapertura). I genitori di Mattia, però, non si sono rassegnati alla fine senza un perché del loro bambino, ed hanno avviato una causa civile chiamando in causa Comune e asilo per una cifra di due milioni di euro.

Nell’udienza dell’aprile scorso, l'avvocato della famiglia, Maurilio D'Angelo, del foro di Roma, proprio a causa della divergenza tra le perizie di parte, chiese e ottenne che il giudice nominasse dei propri consulenti: fondamentale collocare nel tempo lo scuotimento fatale per determinare se il personale dell'asilo (e quindi il Comune) può essere o no considerato responsabile. E il giudice ha accolto la richiesta. Ieri mattina a nominato suoi ctu due primari dell’ospedale Gaslini di Genova: il professor Arturo Came e il radiologo forense Andrea Rossi. I due luminari hanno fissato un termine di 120 giorni per il deposito della loro consulenza, che inizierà il 26 luglio nello studio del dottor Rossi. Considerando il tempo necessario per eventuali osservazioni dopo il deposito, il giudice ha fissato l’udienza per l’esame della relazione per il 16 dicembre.

Consulente di parte della famiglia dei genitori del piccolo Mattia – Riccardo e Caterina – è il professor Aldo Iannelli, specialista in neurochirurgia infantile alla clinica ospedaliera di Pisa.

«Il nostro consulente – spiega l’avvocato Maurilio D’Angelo – ha confermato che la responsabilità da parte del Comune è inconfutabile, in quanto ha accertato con sicurezza che l’evento traumatico è avvenuto dopo le otto del mattino. Adesso inizia la parte più importante di questo procedimento, ma siamo tranquilli sul fatto che questi due luminari esprimeranno un giudizio obiettivo e sereno. Ci siamo riservati la possibilità di integrare il nostro collegio medico da qui all’inizio della perizia affiancando al professor Iannelli un esperto radiologo in quanto gran parte del lavoro dei consulenti si baserà sugli esami radiologici».

Tre settimane fa, sulla tragica vicenda di Mattia Pierinelli, si è espressa la Corte di Cassazione, dopo il ricorso della famiglia contro la archiviazione del procedimento penale per omicidio colposo da parte della procura della Repubblica di Pistoia. I giudici romani hanno ordinato la riapertura dell’inchiesta, che avverrà non appena – si parla di settembre – in procura arriveranno le motivazioni della decisione: il pm pistoiese chiuse il fascicolo proprio per l’impossibilità di attribuire responsabilità penali per quella morte, non avendo i suoi consulenti potuto stabilire il collocamento temporale del probabile scuotimento: prima o dopo l’arrivo all’asilo.

Fu l’autopsia a dare conferma ai dubbi che l’emorragia fosse dovuta alla cosiddetta “Sbs”, la Shaking baby syndrome, sindrome da scuotimento, che provoca danni al cervello di un bambino a causa dei violenti impatti all’interno della scatola cranica quando viene afferrato e, appunto, scrollato affinché, ad esempio, smetta di piangere o di fare le bizze.

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