Il Tirreno

Pistoia

Banche ed enti pubblici i nemici del commercio

di Corrado Benzio
Banche ed enti pubblici i nemici del commercio

Confcommercio ha presentato le testimonianze di 5 operatori tartassati dalle leggi, dagli istituti di credito, dai regolamenti del Comune

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PISTOIA. Fabio Raso del Santopalato , noto locale del centro storico, appare in video per contestare l’esosità della tassa rifiuti (Tia-Tares).

Per i 350 metri quadri del suo locale paga qualcosa come 12mila euro l’anno al Comune di Pistoia. «Credo che tassare sulla base dei metri quadri e non della produzione effettiva di rifiuti – denuncia Raso – non solo sia sbagliato perchè affossa le aziende come la via, ma non è nemmeno giusto».

Francesco Galluzzo, titolare di un ingrosso, racconta invece le difficoltà per farsi finanziare dalle banche (non viene citata quale) una nuova società.

«Ci trattavano come se fossimo una società neonata, applicando rating e altre cose. Senza considerare che l’azienda madre è attiva e prospera da 50 anni».

E’ bello il modo con cui Confcommercio di Pistoia all’assemblea annuale dei soci racconta l’eroismo dei negozianti della provincia alle prese con la piovra della burocrazia e della banche, di leggi assurde e contradditorie.

Come Giovanni Innocenti dell’omonimo hotel di Montecatini Terme alle prese con una contradditoria legge antisismica. Il cui adeguamento può costare ad un tre stelle anche 250mila euro, senza che il cliente ne tragga alcun benessere.

Eppure ieri all’auditorium della biblioteca San Giorgio in prima fila c’erano tutte le autorità, le banche, le forze di polizia.

In prima fila c’erano anche Federica Landucci, la neopresidente di Confidustria che solo 24 ore – nel capannone della Breda – aveva tuonato contro l’esosità e l’inefficienza della banche e la parzialità della pubblica amministrazione.

Purtroppo le stesse cose che ieri pomeriggio ha dichiarato Stefano Morandi, presidente provinciale di Confcommercio.

Il quale ha aggiunto per l’anno in corso elementi di ulteriore negativa. Con un 2012 che vede toccare il meno 2 per cento, il rapporto fra aziende che aprono e attività che cessano.

Particolare sottolineatura per la crisi di arrivi e presenze del turismo. Ribadendo che questo sta avvenendo in tutti i comparti della provincia. Dalle terme alla Montagna, da Pistoia alla campagna.

Del resto proprio lunedì Confindustria si era scagliata contro Toscana Promozione.

Landucci lo ha ribattezzato un carrozzone. Morandi non si è espresso, ma al momento fra Montecatini e la Montagna manca ogni forma di promozione.

Il presidente di Confcommercio ha di fatto puntato il dito su due nemici: le banche e la burocrazia. Non a caso ha ricordato che l’accesso al credito è diventato irrangiungibile per tanti e un vero e proprio percorso ad ostacoli anche per quei pochi che ancora riescono a rientrare nei rigidi parametri richiesti dal sistema bancario che., copmunque, ci sottopone a pricing e condizioni insostenibili sotto la scure del dio rating.

E cosa dire della burocrazia?

Per Morandi: «Le normative antiincendio, per la gestione degli alimenti e per il rispetto delle discipline ambientali ci obbligano a investimenti improduttivi che minano il futuro delle nostre imprese».

Questo fa sì che la disoccupazione nel commercio sia all’8,5%, ben oltre la media nazionale.

Morandi ha chiesto di non aumentare l’Iva dell’1%. Una richiesta che ha trovato d’accordo il sindaco Samuele Bertinelli, che ha anche ribadito una sacrosanta verità: «Meglio mantenere l’Imu ma togliere tasse su lavoro ed imprese».

Intanto scorrevano sullo schermo le storie di ordinario eroismo. Come quello di Paolo Cavicchio, direttore del giardino zoologico di Pistoia. Che ha impiegato 4 anni per ottenere la concessione per un ampliamento dello zoo che da almeno 40 anni porta a Pistoia decine di migliaia di ragazzini con i propri genitori.

Ma forse la testimonianza più toccante è stata quella dell’agenzia di viaggi che ha subito una rapina a mano armata nel settembre del 2012.

Perchè i commercianti sono in prima linea contro la deliquenza. Che si chiami microcriminalità, pizzo, tangenti, usura.

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