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Piante in quarantena per un parassita
Trovati focolai di un fungo patogeno: in osservazione viburnum, camelie e rododendri. Vendita a rischio
PISTOIA. Viburnum tinus (comunemente conosciuto come lentaggine), rododendri e camelie: tre specie molto comuni nei vivai locali sono da alcuni giorni in osservazione per accertare la presenza o meno di un fungo patogeno, il Phytophthora ramorum, di cui i tecnici del servizio fitosanitario regionale hanno scoperto la presenza sui rami e sulle foglie di alcuni viburni in due vivai pistoiesi.
Una nota regionale vieta la commercializzazione delle tre specie nell’Unione europea. Il blocco riguarda chiaramente anche l’Italia, ma per i Paesi dell’Unione europea è stata emessa una nota perché la libera circolazione delle merci tra le nazioni aderenti permette la commercializzazione di piante con il semplice uso di un passaporto, che riconduce al produttore.
L’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori, cerca in serata di smorzare la crescente preoccupazione dei vivaisti pistoiesi: «Abbiamo messo in quarantena le tre specie per evitare che si diffondesse l’infezione. Questo non significa un blocco assoluto, ma che tutti i prodotti in osservazione devono essere controllati prima di essere messi in vendita. Se risultano sani - rassicura - non solo si possono vendere, ma con la garanzia del servizio sanitario regionale sull’assenza di patogeni. Dunque - conclude Salvadori - non parlerei di danni, perché i danni non ci sono. Ci sarebbero stati se non fossimo intervenuti in tempo con la quarantena».
Ma prima di lanciare proclami ottimistici sull’assenza di danni economici produttori e addetti pistoiesi si riservano di vedere come procederanno i controlli del servizio fitosanitario, la cui sede è all’interno del Cespevi. Visto che, come ricorda Salvadori, è stato potenziato, se i controlli saranno efficaci e (sufficientemente) rapidi chi deve distruggere o tenere sotto osservazione le piante potrà farlo, e chi le avrà sane sarà libero di venderle. Il 9 luglio Paolo Marzialetti, direttore del Cespevi, ha convocato un incontro con le aziende del settore. Importante, sottolinea il direttore del Centro sperimentale per il vivaismo, è che i vivai si sottopongano ai controlli. «Alcuni - commenta - pensano di tenere nascosto il problema, e rischiano che gli esploda tra le mani. Si sta diffondendo un po’ di disinformazione su questa vicenda. L’incontro del 9 luglio, alla presenza dei tecnici del servizio fitosanitario, serve a fare chiarezza. Tutte i vivai, come fanno da sempre le imprese più strutturate del comparto, devono sottoporsi ai controlli».
Le specie commercializzate, ricorda Marzialetti, sono centinaia, e non possono essere solo tre a mettere in ginocchio il settore. Anche se qualche piccola azienda a gesione familiare che ha puntato la propria produzione su viburno e camelia può risentire più di altre della quarantena.
«Essere capitale europea del verde e crocevia internazionale del commercio delle piante - afferma Marzialetti - ha il suo indubbio prestigio ma porta anche dei rischi. Le piante affette dal fungo patogeno erano state acquistate nel Nord Europa. La Phytophthora è un parassita di una certa pericolosità e la quarantena serve ad evitarne la diffusione. Le piante infette vengono distrutte, quelle sospette tenute in osservazione per 40 giorni. Al termine, se risulteranno infette, dovranno essere distrutte, e con loro quelle comprese nel raggio di due metri. In più saranno poste in quarantena quelle presenti nel raggio di 10 metri. Le piante sane saranno svincolate per la commercializzazione».
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