Il Tirreno

Pistoia

Le colleghe di giunta attaccano l’ex assessore Lombardi

E vanno già dure in difesa di Bertinelli: «In giunta non hai mai parlato in difesa delle donne» In una lunga lettera l’invito a non strumentalizzare la battaglia per le pari opportunità

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PISTOIA. La stima personale, quella, è rimasta. Ma per il resto le tre donne assessore della giunta Bertinelli, vale a dire il vicesindaco Daniela Belliti, Elena Becheri e Tina Nuti, non sono per niente d’accordo con le dichiarazioni della loro ex collega Ginevra Lombardi, che Bertinelli ha estromessa la scorsa settimana dalla giunta. In una lunga lettera aperta le tre prendono nettamente le distanze dall’ex collega, che martedì aveva spiegato i motivi per cui si sentiva da tempo a disagio nella giunta comunale.

Bertinelli, al momento del ritiro delle deleghe, aveva solo fatto riferimento a problemi interni e all’affievolirsi dell’«affidamento reciproco» con l’ex assessore. Quest’ultima, a sua volta, aveva spiegato di non trovarsi più bene in una giunta dove la trasparenza delle gare d’appalto non era sempre preferita agli affidamenti diretti e dove si verificavano gravi episodi di discriminazione verso le donne . Due, in particolare, gli episodi: le parole rivolte dal sindaco Bertinelli ad una dirigente incinta, episodio poi conclusosi con una conciliazione davanti alla consigliera di parità della Provincia; e la semplice multa da 200 euro con cui erano stati puniti apprezzamenti volgari di un dirigente comunale sulle donne vittime di femminicidio. Insomma, Ginevra Lombardi non aveva nascosto di sentirsi a disagio anche in quanto donna. Ecco allora che le sue colleghe nella stessa giunta hanno sentito il bisogno di prendere la parola.

La lettera parte dal rapporto difficile dell’ex assessore con il suo dirigente di riferimento, Arnoldo Billwiller, responsabile del servizio ambiente, mobilità e verde. La volontà di estrometterlo in tempi brevi, non esaudita dal sindaco, sarebbe stata, secondo il capogruppo Pd Giovanni Sarteschi, all’origine della rottura nei rapporti tra Bertinelli e Lombardi. E da qui riparte anche la lettera delle tre amministratrici. «Con il tempo – scrivono – abbiamo iniziato a percepire anche noi quello che il Sindaco ha definito "l'affievolirsi di quel sentimento di affidamento reciproco"; abbiamo capito che la tua difficoltà di rapporto con il dirigente, sempre denunciata in Giunta ma senza averci dato la possibilità di discuterla e affrontarla serenamente tutti insieme, rischiava di diventar causa di mancata assunzione di responsabilità su ciò che accadeva o non accadeva nei tuoi uffici; abbiamo assistito, senza reagire per evitare che si incrinassero i rapporti interni tra noi e per rispetto al rapporto fiduciario tra te, assessore, e Sindaco, ai continui sospetti su tutto e su tutti».

Le tre si dicono «stupite» che la Lombardi abbia tirato in ballo la vicenda della dirigente offesa dal sindaco, questione che lei stessa, come assessore alle pari opportunità, ha trattato «in completa autonomia e senza alcuna interferenza da parte di nessuno, e tantomeno del sindaco». E soprattutto senza mai sollevarla in giunta «come questione politica da chiarire». La lettera parla anche di «amarezza» per l’aver citato «documenti riservati del procedimento disciplinare» nei confronti del dirigente punito, «come se il processo nella pubblica piazza aiutasse la battaglia contro gli stereotipi».

«Proprio perché le pari opportunità sono un principio fondamentale di civiltà e di cittadinanza – si legge ancora nella lettera – non possono diventare oggetto di strumentalizzazioni o di battaglie personali, ma devono essere il cemento di una cultura di genere e di un potere femminile che unisce, che costruisce relazione, che fa della sua differenza la forza di una nuova politica».

Becheri, Belliti e Nuti concludono assicurando il proprio impegno per la costruzione di «una cittadinanza di genere», lavoro aperto a tutte le esperienze di associazioni femminili».

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