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Pistoia

Aule fatiscenti, la rabbia del Petrocchi

Aule fatiscenti, la rabbia del Petrocchi

Manifestazione degli studenti. La Provincia: soluzione possibile in un padiglione dell’ospedale del Ceppo

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PISTOIA. Corteo di protesta con striscioni e cartelli degli studenti del liceo artistico “Policarpo Petrocchi” . Nel mirino, per le condizioni di fatiscenza e di mancanza di spazi adeguati della succursale dell’istituto in via del Bottaccio. La manifestazione, condivisa dal personale docente e scolastico e dalle rappresentanze dei genitori, è partita dalla sede della scuola in piazzetta San Pietro, attraversando il centro storico da via del Can Bianco e corso S. Fedi a via Cino e via Cavour, per arrivare davanti alla sede della Provincia, competente in materia, in piazza San Leone. Una delegazione di circa venti studenti, ma anche di docenti e collaboratori scolastici, è stata quindi ricevuta dall’amministrazione provinciale.

Attualmente l’istituto Petrocchi ospita circa 750 studenti. Solo due classi dell’istituto oggi possono ospitare 27 e 30 studenti, mentre dal prossimo anno sono previste ben 9 classi con questi numeri. Oltre alle due sedi principali, la scuola si avvale di alcune aule presso l’istituto Pacinotti e appunto di una succursale in via del Bottaccio per la quale la Provincia paga l’affitto ad un privato. Per quest’ultimo edificio da tempo la Provincia ha richiesto alla proprietà interventi di manutenzione mai eseguiti. L’ente ha deciso quindi di non rinnovare il contratto ed attualmente paga un’indennità per occupazione di pubblica utilità. Si ricerca quindi nella zona una sede alternativa.

L’ipotesi di utilizzare l’ex caserma militare Santissima Annunziata è tramontata per il diniego da parte dell’Agenzia del Demanio. Si pensa di utilizzare in locazione una parte dei locali dell’attuale ospedale del Ceppo, in particolare il padiglione Lazzereschi, dal prossimo mese di luglio, dopo il trasferimento dell’ospedale.

Ma per questa ipotesi il pericolo è che si possa andare per le lunghe, mentre tra poco più di 6 mesi la Provincia non esisterà più nel suo livello politico-amministrativo, la competenza sull’edilizia scolastica spetterà dunque ad un altro ente non ancora individuato.

«La succursale è inadeguata negli spazi per i laboratori – afferma Alga Bruni, del personale Ata del Petrocchi e responsabile per la sicurezza – vi è muffa alle pareti, intonaco che cade a pezzi dal soffitto, l’erba nel cortile sempre alta, finestre guaste, la pioggia che cade dentro. Da quasi quattro anni denunciamo la situazione, peggiorata nel tempo. Le ultime due prove di evacuazione dei giorni scorsi hanno avuto un esito negativo». «C’è un rapporto continuo tra la Provincia e il liceo artistico – dichiara la presidente Fratoni – uno dei due istituti sui quali siamo più interventi negli ultimi anni. La preside Pastacaldi sa che stiamo lavorando all’ipotesi di succursale al Ceppo, avremmo preferito un confronto sereno senza una manifestazione, comprendiamo il disagio della scuola».

«Non c’è un istituto religioso o comunale della zona che non abbiamo interpellato al riguardo – aggiunge l’assessore all’edilizia scolastica Mauro Mari- l’obiettivo è di creare un’unica succursale per il liceo artistico. L’ipotesi nel complesso del Ceppo è attuabile entro la fine del 2013, ci aspettiamo che l’Agenzia del demanio non si dilunghi troppo nel decidere al riguardo. Le attuali 27 classi del Petrocchi potrebbero ridursi a 23 nel prossimo anno, mentre secondo gli insegnanti ne occorrerebbero 40 .

Leonardo Soldati

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