Giovani ed entusiasti ecco il vero volto dei Dialoghi sull’uomo
Tre giorni a tu per tu con relatori e visitatori da tutta Italia Erano 250 gli studenti volontari al festival dell’antropologia
PISTOIA. All’ingresso di ogni evento, gli spettatori dell’edizione 2013 dei Dialoghi sull’uomo hanno trovato ad accoglierli volti giovani e freschi sorrisi. Quelli dei 250 studenti delle scuole cittadine, che hanno contribuito, a titolo totalmente volontario, allo straordinario successo riscontrato anche quest’anno dal Festival dell’antropologia contemporanea.
«Ci è stato detto che siamo la vera faccia del Festival», racconta raggiante Giorgio Prete, 18 anni, studente del Liceo scientifico di Pistoia e aspirante giornalista. L’abbiamo incontrato domenica, insieme ad altri suoi “colleghi”, per farci raccontare l’esperienza di vivere i Dialoghi dall’interno. Giorgio ha lavorato all’ufficio stampa dell’evento ed ha avuto un’anteprima di quello che vorrebbe essere il suo futuro: «Sabato mattina in sala stampa c’era un via vai continuo di giornalisti, è stato emozionante vedere tanta attività». «Per non parlare della possibilità di interagire con i relatori del Festival» aggiunge, seguito dall’amico Lorenzo Lucherini, 17 anni, anche lui studente del Liceo scientifico e volontario all’ufficio stampa.
«Abbiamo parlato con Appadurai, Cantarella, Aime; addirittura Francesco Surdich ci ha raccontato delle sue partite a calcetto con gli amici», racconta Lorenzo sorridendo.
I ragazzi descrivono questi incontri come “appaganti” e ci tengono a sottolineare la disponibilità e l’umiltà di studiosi, scrittori e artisti di calibro nazionale e internazionale, che impiegano i momenti tra una conferenza e l’altra chiacchierando con loro.
I Dialoghi sull’uomo hanno riunito a Pistoia i maggiori esperti mondiali di antropologia, per discutere e far riflettere su un tema che da sempre affascina ognuno di noi, “L’oltre e l’altro. Il viaggio e l’incontro”. Perché in fondo, come ricorda il giovane Giorgio, «siamo tutti viaggiatori».
Il festival, alla sua quarta edizione, ha portato in città un’aria diversa, una curiosità che ha sfidato il freddo e la pioggia, facendo registrare il tutto esaurito. «Occasioni del genere fanno bene a Pistoia», aggiunge Giorgio, raccontando di una rinnovata vivacità, anche grazie ai numerosi visitatori venuti da fuori città.
«Si sentivano voci ed accenti che vanno oltre Pistoia, e spesso anche oltre la Toscana», racconta Sarah Domingues de Silva, studentessa 18enne di origine brasiliana che frequenta, anche lei. lo Scientifico di Pistoia. Addetta ai punti informativi e ai teatri, ha avuto meno occasioni di interagire con i relatori ma ha potuto toccare con mano la forte partecipazione di pubblico.
Anche la sua “collega” Martina Lavorini, 19 anni, ha vissuto direttamente l’entusiasmo della città: dal Liceo scientifico Salutati di Montecatini è arrivata in piazza del Duomo per occuparsi dei punti informativi e dell’evento con Erri de Luca.
I giovani raccontano di un’esperienza umana e formativa importante, che hanno cercato per interesse personale e hanno potuto vivere anche grazie al tramite delle loro scuole. L’opportunità è stata presentata loro a lezione, e grazie all’impegno di tutti gli istituti della città. La classe di Sarah è stata coinvolta interamente. Quest’anno, con 250 volontari, l’organizzazione ha più che raddoppiato il contributo apportato al Festival dai giovani studenti. Un dato che i ragazzi riassumono con la semplicità dei loro 18 anni: bello.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
