San Marcello frena sul Comune unico
Il sindaco Cormio: «Si rischia un flop, prima del referendum è meglio intraprendere un percorso partecipativo»
MARCELLO. «Affinché il referendum per la fusione dei comuni dia buoni risultati, serve un percorso partecipativo serio e senza fretta». Il sindaco di San Marcello Silvia Cormio ha incontrato ieri mattina la stampa locale per chiarire in via definitiva la sua posizione in merito al Comune Unico. «L’amministrazione di San Marcello – ha esordito Cormio – è decisa ad intraprendere un percorso di partecipazione, come spiegherò nell’audizione convocata dall’assessore Vittorio Bugli che si terrà in Regione fra qualche giorno. La mia coalizione è compatta su questa scelta – prosegue Cormio – un cambiamento di portata storica come la fusione di 4 comuni (Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello) non può essere liquidato in pochi mesi con qualche assemblea pubblica tenuta da un comitato promotore che, pur avendo lavorato con serietà ed impegno, ha raccolto poca affluenza». Insomma , secondo Cormio, meglio non accelerare i tempi per non rischiare di trasformare una fase così delicata in una ricorsa al referendum. «In qualità di amministratore – prosegue il sindaco – il mio compito è di informare la popolazione in modo capillare e neutro e condurla al referendum con consapevolezza. Per questo, pur convinta delle potenzialità del comune unico, ho ritenuto di non dover far parte di un comitato. Sono il sindaco di tutti, anche di chi la pensa diversamente. Il mio compito è di prospettare alla comunità buoni progetti, presentarne criticità e vantaggi col distacco e la neutralità propri al mio ruolo istituzionale, non quello di convincerla». Si ricorda che la discussione della proposta di legge per il comune unico Montagna Pistoiese è stata rinviata alla prossima seduta del consiglio regionale. Secondo Cormio, tuttavia, occorre far precedere il referendum da un percorso partecipativo finanziato dalla Regione e per il quale il comune di San Marcello ha già stanziato alcune risorse. «Lo spiazzamento che ancora regna in molta parte della popolazione – ha ribadito Cormio – rende necessario un processo partecipativo che non può essere identificato con le assemblee del comitato e cui auspichiamo vogliano aderire anche gli altri comuni montani. Per circa 6 mesi coinvolgeremo popolazione e dipendenti delle amministrazioni attraverso tecniche innovative di ascolto e discussione per raccogliere perplessità e aspettative, col supporto di laboratori, assemblee, guide informative. Ricordo che tale processo per la fusione di Incisa e Figline è durato due anni. Lo stesso comitato promotore potrebbe dare un contributo col bagaglio di informazioni sinora raccolto. Se invece preferirà puntare dritto al referendum, si assumerà le responsabilità di un eventuale fallimento». Il capogruppo Lorenzo Mucci concorda che «un processo partecipativo è doveroso verso la comunità e presupposto essenziale per conseguire un’elevata affluenza e buoni risultati al referendum». Se prevarrà la linea Cormio, dunque, il referendum slitterà oltre il 2013 e, considerato che nel 2014 si terranno le elezioni amministrative in 3 dei 4 comuni montani e nel 2015 le elezioni regionali, i tempi potrebbero allungarsi di anni. D’altronde, andando al referendum entro il 2013 come auspicato dal comitato, abbiamo la percezione che la vittoria del sì al comune unico sarebbe tutt’altro che scontata, specie ad Abetone e Cutigliano la cui popolazione teme un eccessivo accentramento dei servizi a San Marcello.
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