Il Tirreno

Pistoia

Sala, braccio di ferro tra Comune e locali «Dateci più spazi»

di Eleonora Ferri
Sala, braccio di ferro tra Comune e locali «Dateci più spazi»

Confcommercio e gestori chiedono scelte meno fiscali Palazzo di Giano replica: teniamo conto anche dei residenti

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PISTOIA. Estate che vai, diatriba che trovi. Da alcuni anni, a Pistoia quella sulla movida estiva del centro storico pistoiese è una delle più gettonate da commercianti, residenti e amministrazioni. Da una parte ci sono i gestori dei locali attorno alla Sala che chiedono più autonomia di orari e di iniziative, per attirare e far sentire a loro agio ke centinaia di clienti, soprattutto giovani, che la sera affollano il centro. Dall’altra, i residenti in centro che mal sopportano il chiasso fino a notte fonda. La giunta Berti aveva cercato un punto di equilibrio con un protocollo d’intesa che però proibiva la musica “live” e imponeva limiti severi al rumore prodotto nei locali. Un apposito regolamento, poi, imponeva limiti anche all’impiego dei “dehors”, i tavolini all’aperto.

L’associazione Fipe Confcommercio ha proposto la revisione di alcuni punti fissati dall'amministrazione comunale: in particolare più flessibilità nella concessione del suolo pubblico (per i dehors chiedono per esempio, più spazio e possibilità di allargare tavolini e sedie, non solo di fronte al locale ma anche in zone limitrofe) e più autorizzazioni per la musica dal vivo serale.

Ma l'amministrazione comunale ribadisce che, pur essendo aperta a un confronto, per quest'anno rimarrà in vigore il il protocollo d'intesa siglato nel 2011 da Comune e associazioni di categoria. Da un lato gli obiettivi della categoria commercianti: preservare e valorizzare la vitalità del centro storico, in particolare del comparto Sala, e sviluppo, in veste di luoghi di ritrovo, di altri comparti del centro cittadino. Dall'altro le ragioni dell'amministrazione: «chiaramente il tema della movida, come tutti quelli che riguardano la città, non sono da considerarsi statici e dunque le stesse soluzioni adottate vanno monitorate. Quello che la giunta continua a fare, è mettersi in atteggiamento di ascolto costruttivo sia nei confronti delle istanze di chi lavora con la movida, ma anche di chi la stessa movida la subisce, il tutto partendo dalla piattaforma comune del protocollo del 2011».

I protagonisti della vita serale cittadina, sono anche quelli che vivono più da vicino la questione della vitalità estiva, e quindi anche le eventuali polemiche con i residenti e l’amministrazione. Cosa si dice, quindi, nei locali del comparto della Sala? «Appoggio le idee di Confcommercio - risponde Daniele Andreotti, titolare del locale Voronoi - quest'anno si parte con un clima molto più disteso rispetto ad anni fa. Uscendo dal discorso Ztl 0-24, che invece si sta assimilando, e anzi d'estate e con l'apertura di altri locali, c'è sempre più gente, credo ci dovrebbe essere più apertura sul suolo pubblico».

«Su queste questioni non c'è da fare delle guerre, ma cercare di migliorare – aggiunge Alessio Bacci, titolare della Degna Tana – bisognerebbe valutare situazione per situazione e dovrebbe esserci meno fiscalità». Anche l'ultimo arrivato dei locali della Sala, ma non meno frequentato, ha sfoderato i tavolini esterni. «Noi lavoriamo bene sfruttando lo spazio fuori - spiega Emanuele Bugiani, della Fiaschetteria La Pace - c'è da dire che più commercio c'è e più fa bene a tutti, residenti compresi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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