Italia
Un ragazzo su due vittima di bullismo nelle scuole
PISTOIA. «Il bullismo, seppur meno conosciuto rispetto a quello del doping, è un fenomeno da non sottovalutare, perché è sempre in crescita, soprattutto nelle scuole». Lo ha detto Felice Mariani,...
PISTOIA. «Il bullismo, seppur meno conosciuto rispetto a quello del doping, è un fenomeno da non sottovalutare, perché è sempre in crescita, soprattutto nelle scuole».
Lo ha detto Felice Mariani, medaglia olimpica di judo e direttore tecnico della nazionale italiana, segretario aggiunto dell’Osservatorio nazionale su bullismo e doping, che ieri ha partecipato a Pistoia al convegno «Ascoltiamo il silenzio e diamo voce alla legalità», promosso dallo stesso Osservatorio in collaborazione con il sindacato di polizia Sap alla scuola media Cino da Pistoia.
«Quasi un ragazzo su due - ha aggiunto - è soggetto perlomeno una volta ad atti di bullismo. Bisogna parlarne, i ragazzi ne devono parlare con i loro genitori e con gli insegnanti, non tenerselo dentro, perchè altrimenti può diventare un problema che a volte sfocia anche in tragedia».
Il 72% degli adolescenti italiani - è stato detto durante l’incontro, a cui hanno preso parte circa 500 studenti - ritiene che il bullismo sia il fenomeno sociale più pericoloso oggi esistente, 4 ragazzi su 10 sono stati testimoni di atti di cyberbullismo da parte di coetanei, 1 su 5 è vittima di episodi di violenza. A tutto questo si aggiunga che, a partire dai giovanissimi e anche nelle discipline sportive amatoriali, cresce l’utilizzo di sostanze dopanti.
Tre i campioni olimpici intervenuti: oltre a Felice Mariani, la medaglia olimpica di Taekwondoo Luca Massaccesi (oggi segretario generale dell’Osservatorio) e il campione olimpico e mondiale di scherma Gabriele Magni, pistoiese doc e testimonial nazionale Sap nell'ambito della campagna di prevenzione 2013 contro bullismo e doping.
«Per contrastare bullismo e doping - ha aggiunto Andrea Carobbi Corso, segretario provinciale del Sap - sono fondamentali prevenzione ed educazione, servono iniziative come quella di oggi che portano l'esempio sano dei campioni dello sport, occorrono l'impegno delle famiglie, degli insegnanti e delle istituzioni, come la Polizia di Stato». (m.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google