«Troppo basso il muro a protezione dello sfioratore»
QUARRATA. I cittadini del Comitato contro le alluvioni, non hanno avuto nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo, che già si sono ritrovati a fare i conti con l’ennesimo problema sulla cassa...
QUARRATA. I cittadini del Comitato contro le alluvioni, non hanno avuto nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo, che già si sono ritrovati a fare i conti con l’ennesimo problema sulla cassa d’espansione degli Olmi.
Martedì scorso finalmente, dopo molte richieste, è cominciato l’intervento per alzare lo sfioratore dell’invaso, ma il rialzamento è stato fatto con un muro che non supera i 40 centimetri: «Così basso serve a poco, o non serve addirittura a niente» commentano dal Comitato e da Legambiente, attraverso la voce di Daniele Manetti. I gruppi chiedono un incontro urgente con i progettisti. «I tecnici rifacciano i calcoli giusti, prima che arrivi una nuova alluvione».
La situazione «beffa» si ripete ormai dal 2009, da quando cioè venne realizzato il piccolo invaso di Olmi, capace di accogliere 40mila metri cubi d’acqua: quasi la metà rispetto al progetto iniziale. I cittadini in questi ultimi 4 anni si sono ritrovati con una cassa inutilizzabile «a causa – ricordano dal Comitato - di uno sfioratore troppo basso. Non è mai servita veramente al suo scopo, e cioè a ricevere le acque del fosso Quadrelli quando questo comincia a tracimare». Ecco perché è stato chiesto di rialzare lo sfioratore. Ma quando martedì, su decisione del Consorzio Ombrone e del genio civile, gli operai si sono messi al lavoro, è cominciato l’ennesimo problema. Alcuni abitanti si sono accorti che il muretto in fase di realizzazione sarebbe stato di 40 centimetri, e non da 70, magari con portelle apribili per utilizzarlo proprio nel momento giusto, com’ era nelle aspettative dei cittadini.
Opposto, evidentemente, il pensiero dei tecnici, che per non rischiare di mandar l’acqua in strada hanno preferito un rialzamento più contenuto, rimandando eventuali accorgimenti al futuro. Ma è proprio questo il timore del Comitato: che la cassa di Olmi alla prossima emergenza sia ancora una volta inutilizzabile».(b.f.)
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