Italia
«Avremo ancora tanti pazienti in fuga»
Nuovo ospedale, I medici bacchettano l’Asl. Emergenza ad ostetricia a Pescia: una infermiera su due è incinta
PISTOIA. L’assetto organizzativo del nuovo ospedale lascerà fuori dai 10mila ai 13mila ricoveri l’anno. Il 30% dei pazienti che dal 1998 scelgono Asl limitrofe a Pistoia per curarsi non sarà recuperato, secondo l’Intersindacale medica, al Campo di volo.
E un investimento di 82 milioni di euro rischia di produrre solo «un ospedale che non funziona»: perché dovrà fare i conti con le fughe dei pazienti e con quelle del personale sanitario, attratto dalla pensione o da Asl toscane dove si guadagna di più. Tutte in pratica.
Posti letto e fughe dei pazienti. L’obiettivo della Asl 3 è recuperare i pazienti in fuga da circa 15 anni verso altri ospedali. «Nel decennio 1998-2008 - spiega l’Intersindacale - abbiamo assistito ad una decrescita del 30%. Ci siamo chiesti perché, maturando il dubbio - poi confermato dalle cifre - che il Ceppo fosse inadeguato sul piano numerico. A Pistoia siamo sulla media di 2,1 posti letto ogni mille abitanti. La Regione Emilia, per fare un esempio, ha una media di 3,1. Il precedente governo ha fissato il tetto a 3,7 posti letto ogni mille abitanti. I 40 posti letto in più non saranno sufficienti».
La dirigenza Asl conta di far salire la percentuale di impiego dei posti di degenza dal 70 all’85%. «Dai nostri calcoli - ribatte Catalani - l’obiettivo non può essere raggiunto con i 400 posti letto a disposizione. Il nuovo assetto organizzativo lascerà fuori dai 10mila ai 13mila ricoveri l’anno, più o meno la cifra di adesso. Tutti pazienti orientati verso grandi strutture ospedaliere. Non ha senso immaginare a Pistoia l’alta specializzazione (neurochirurgia, cardiochirurgia, chirurgia toracica) ma nemmeno lasciare ad altri ospedali le patologie meno gravi». Il peso delle fughe comporta un onere economico per i bilanci della Ausl 3 di circa 40 milioni di euro l’anno. «Per retribuire - sottolinea Cricelli - prestazioni effettuate nelle aziende ospedaliere universitarie».
Poco personale. La spending review costringe la Asl 3 a rispettare il parametro del -1.4% del personale presente nel 2004. «A Pistoia - afferma Catalani - già la dirigenza Contini era stata particolarmente “parsimoniosa” in quanto a personale e il blocco del turn over, unito al piano delle assunzioni previsto per il 2013 regalano al nuovo ospedale pistoiese un organico sanitario insufficiente». Le scadenze contrattuali che riguardano i dirigenti medici e veterinari sono 52, l’Asl prevede il rinnovo di 20 contratti. Quelle degli infermieri 46, e i rinnovi previsti sono 10.
«Come hanno evidenziato i consiglieri comunali Lattari e Celesti, molte parti della nuova organizzazione per intensità di cure devono essere normate. Non sappiamo niente - afferma Benvenuti - della modifica dell’orario di lavoro. Il nuovo modello organizzativo è poco conosciuto dai colleghi, e il blocco del turn over rischi di abbassare i livelli di sicurezza e qualità».
Benvenuti parla di decine di colleghi pronti ad andare in pensione dopo lo stop di due anni imposto dalla legge Fornero. Personale che sarà sostituito solo in parte. «L’invecchiamento del personale problema - afferma Cricelli - Fare 3-4 guardie notturne a 30 anni è un conto, a 60 un altro».
Paradossale la situazione dell’ostetricia di Pescia, dove una decina di infermiere sono rimaste incinte in pochi mesi. «La metà delle venti che lavorano del reparto- spiega Ingrassia -, e non sono state sostituite. Una gravidanza è vissuta come un problema, possibile che un Paese civile come l’Italia tratti ancora così le donne?».
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