Il Tirreno

Pistoia

L’asfalto rovinato costa caro al Comune

di Fabio Calamati
L’asfalto rovinato costa caro al Comune

Nel 2012 sono state 85 le richieste di danni prodotti dalle condizioni delle carreggiate. A marzo 2013 siamo già a 30

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Sono state 85 nel 2012 le richieste di danni arrivate al Comune per incidenti provocati da buche nelle strade. Ma nei primi tre mesi di quest’anno, con l’asfalto cittadino ridotto in condizioni pietose da un inverno di piogge e nevicate, il conteggio è già a quota 30. Dire che a fine anno le richieste danni 2013 avranno superato quelle dell’anno scorso è ancora un po’ azzardato, ma certo si può affermare senza timore di smentite che il fenomeno è in crescita.

Il pessimo stato di conservazione del fondo stradale di tante vie cittadine non produce, quindi, soltanto proteste e mugugni da parte dei pistoiesi, che si trovano a doverci fare i conti, alla guida di un’ auto o, peggio, di una bicicletta. Sono sempre di più quelli che, dopo aver rotto un semiasse o esser finiti per terra a causa di una buca, prendono carta e penna e sottoscrivono una domanda di risarcimento nei confronti di Palazzo di Giano.

Cosa succede allora? Il Comune è ovviamente assicurato contro questo genere di problemi. La palla passa quindi alla compagnia assicuratrice, che in linea di massima non si mostra accondiscendente verso le ragioni dei cittadini. Il risultato è un tempo non breve per risolvere la causa, sia che alla fine si trovi un accordo bonario, sia che si finisca davanti al giudice.

Tradotto in numeri, questo per il 2012 significa che su 85 richieste di risarcimento per danni da strada dissestata o problemi simili, in 22 casi il Comune ha pagato, avendo riconosciuto la propria responsabilità o essendovi costretto dal giudice; in altri 6 casi la definizione del danno è ancora in corso, e quindi l’amministrazione verosimilmente sarà costretta a pagare ma non si sa ancora quanto. 44 sono invece i casi che attendono ancora una definizione giuridica. Infine, in 13 casi il perito dell’assicurazione ha respinto la richiesta di danni, oppure la documentazione richiesta al cittadino danneggiato non è stata presentata.

Scorrendo le schede dei singoli casi, balza all’occhio la casistica più varia: dalle biciclette che si piantano su una buca dell’asfalto al pedone che cade rovinosamente inciampando su una pietra sconnessa, dalla chiazza oleosa non segnalata che fa perdere aderenza alla motocicletta e cadere il centauro, fino al classico tombino spalancato, vera trappola per chi cammina.

Dal punto di vista finanziario i 22 sinistri liquidati sono costati qualcosa come 16.210 euro. In media, quindi, un risarcimento di poco inferiore ai 750 euro a caso. Da tener conto che in questi casi i soldi li sborsa direttamente l’amministrazione comunale, perché la polizza vigente prevede una franchigia, cioè una soglia al di sotto della quale l’assicurazione non copre il danno. In cambio, ovviamente, il Comune paga un premio meno alto.

E il 2013? Come sta andando, secondo i dati ufficiali forniti dall’amministrazione comunale? Piuttosto male, come si diceva. Dal 1° gennaio al 20 marzo (dati al momento disponibili) le richieste di danni derivanti dalle strade dissestate sono 30. Le richieste di danni complessive (quindi non soltanto quelle provocate dalla cattiva condizione delle strade) sono invece 45. Naturalmente tutti questi casi attendono ancora di essere definiti dal punto di vista giuridico: se me comincerà a parlare soltanto nella seconda metà dell’anno.

Sul fronte della lotta alle buche, il lavoro del cantiere comunale continua ogni giorno, ma la lotta è impari. «Nei mesi scorsi – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Mario Tuci – gli interventi sono stati fatti soprattutto con l’asfalto a freddo, che non rappresenta una soluzione definitiva. Ora che il clima è caldo, possiamo intervenire anche con l’asfalto a caldo. Ma gli uffici stanno monitorando tutto il territorio, abbiamo 800 chilometri di strade, per vedere dove è più urgente intervenire. Poi inizieremo i lavori, penso a giugno-luglio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera