Il Tirreno

Pistoia

Si brucia al gioco un milione al giorno

di Francesco Albonetti
Si brucia al gioco un milione al giorno

Slot, “grattini” e scommesse nel 2012 sono aumentati in provincia, in controtendenza rispetto al dato nazionale

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PISTOIA. In provincia nel 2012 sono stati bruciati quasi 359 milioni di euro per tentare la fortuna. Nel calcolo sono comprese slot machine e videlotterie, giochi on line, Gratta e Vinci, Lotto e Superenalotto, nonché le varie scommesse sportive, dall’ippica alla tradizionale schedina. Un fiume di denaro impressionante anche perché, a differenza di quanto è avvenuto a livello regionale e nazionale, la spesa per i giochi a Pistoia nel 2012 è aumentata, anziché diminuire. In Italia l’anno scorso ha visto una diminuzione del 3% delle giocate, ma anche la tendenza per il primo trimestre del 2013 vede un calo ulteriore del 3%. Il calcolo della spesa pro capite, vede una cifra di 1.225 euro spesi a testa per giocare, contro i 1.202 del 2011. Differenza che sembra piccola, ma che, in termini complessivi nell’arco dei dodici mesi, significa 38 milioni di euro in più. Con questo balzo la provincia di Pistoia balza al quarto posto in Toscana, scavalcando Firenze. La nostra provincia è preceduta solo da Massa Carrara, Lucca e Livorno. Che ci sia un legame con la crisi economica è evidente: a fronte della diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, il reddito che diminuisce e il futuro incerto spinge molti a tentare la fortuna nei concorsi e nelle lotterie, con il rischio che per qualcuno questa propensione sfoci in vera e propria patologia, la cosiddetta ludopatia.

Dai dati elaborati su fonte Agicos, l’Agenzia giornalistica concorsi e scommesse, si ricava che al primo posto nella top del gioco ci sono le macchinette: con 717 euro di spesa annua capite all’anno, le varie slot succhiano circa il 57% dei soldi che pistoiesi e valdinievolini buttano nel gioco. Seguono, a sorpresa ma non troppo, i giochi on line, con 173 euro a testa. E siamo al 14% del giocato. A breve distanza si trovano poi i vari Gratta e vinci, giochi semplici e veloci, probabilmente i più diffusi fra le età e le classi sociale, anche perché, salvo i casi più patologici, non comportano grosse spese per chi li acquista. Seguono nell’ordine, con percentuali, molto più risicate, tutti gli altri giochi: l’immortale Lotto è a 64 euro; concorsi sportivi sono a 55 euro a testa, sicuramente in regresso rispetto agli anni d’oro del Totocalcio; segue l’ippica con 31 euro di spesa cranio e, con soli 25 euro, il Superenalotto. Quest’ultimo concorso da “bar tabacchi” ha avuto un boom all’inizio degli anni 2000, anche grazie ad alcune storiche supervincite, per poi calare gradualmente negli ultimi anni. Fanalino di coda, il Bingo, che da noi non ha preso campo come in altre nazioni, vanificando le speranze di chi, una decina di anni fa, puntava molto sulle sale Bingo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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